Una proroga dell’accordo di programma dal 2015 al 2017 e una sua semplificazione. Ad annunciare l’iniziativa imminente del ministero dello Sviluppo economico, il governatore della Regione Marche, Gian Mario Spacca, dopo l’incontro con il sottosegretario Claudio De Vincenti. La vertenza coinvolge 1.400 lavoratori tra cui circa 600 umbri.
Più flessibilità Non solo prolungamento dei tempi, però. L’accordo di programma sarà anche più accessibile e flessibile, per favorire la presentazione di progetti imprenditoriali, non più soltanto nel settore industriale, ma anche in quello turistico e della valorizzazione ambientale. «Il ministero dello Sviluppo economico – sottolinea Spacca – ha compreso che le nostre reiterate valutazioni sulla eccessiva rigidità dell’Accordo di programma nazionale erano fondate e sta modificando la Legge 181 come le Regioni Marche e Umbria avevano chiesto da tempo. La disponibilità del Mise e’ un segnale positivo, anche perché potrebbe consentire di sbloccare a favore dell’occupazione e dei programmi di reindustrializzazione del territorio i 35 milioni di euro nazionali ancora inutilizzati».
Cgil e Fiom soddisfatti Giudizio positivo anche da parte della Cgil e della Fiom dell’Umbria. «Il sindacato – spiega il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Mario Bravi – ha apprezzato l’impegno del governo ad emanare in tempi strettissimi un decreto ministeriale che allunghi, fino al 2017, la durata dell’accordo di programma (attualmente in scadenza a marzo 2015), rendendolo al contempo più accessibile e flessibile. A febbraio – sottolinea Bravi – verificheremo se questo sarà messo in pratica».
Prima i lavoratori Nel corso dell’incontro Cgil e Fiom hanno poi posto il problema dell’indirizzo delle risorse disponibili: «Quei soldi – afferma ancora Bravi – vanno finalizzati alla rioccupazione dei 1400 lavoratori (600 in Umbria) che sono rimasti fuori dopo il fallimento della Antonio Merloni». E c’è un grande problema, segnalato dal sindacato, quello della scadenza della mobilità per queste centinaia di lavoratori, che non coincide temporalmente con i nuovi tempi dell’accordo di programma.
Caso Jp Impegno del governo anche sulla questione JP Industries, la nuova azienda subentrata in parte alla vecchia Merloni. Il viceministro ha infatti assicurato il mantenimento dell’attività produttiva anche nel sito umbro di Colle di Nocera e l’impegno verso le banche per una pronta ripresa produttiva. «Questa mattina è emersa una situazione abbastanza positiva – è il commento di Luciano Recchioni, della Fiom Cgil e lavoratore JP – perché l’annunciata modifica della legge 181 permette una rimodulazione dell’accordo di programma che noi chiediamo da tempo. Inoltre, la Regione, per bocca dell’assessore Riommi, ribadisce la presenza di diversi soggetti interessati a presentare progetti imprenditoriali per l’area. Tuttavia – conclude Recchioni – i tempi sono ormai strettissimi dato che ad ottobre finisce la mobilità per molti lavoratori ex Merloni e che per noi di JP la cassa integrazione si esaurirà con la fine del 2015. Dunque, febbraio deve essere il mese delle decisioni».
