«Inaccettabile che la vertenza più antica del nostro territorio sia ancora ferma al palo». Lo afferma il segretario della Cgil dell’Umbria, Mario Bravi, il giorno dopo un’assemblea promossa da Cgil, Cisl e Uil molto partecipata (oltre 500 persone) a Fabriano, nella quale però è pesata l’assenza del viceministro Claudio De Vincenti.
Assenza del governo «È inaccettabile che sulla vertenza più ‘antica’ del Centro Italia non si riescano a fare passi avanti – ribadisce Bravi -. Un intero territorio, la fascia appenninica umbro-marchigiana, aspetta da anni risposte, che sono ancora totalmente assenti. I sindacati non hanno mandato giù l’assenza di De Vincenti, che era stato invitato a portare la voce del governo. «E ad aggravare questa assenza – commenta Bravi – è stata la nota inviata dal viceministro, che è apparsa assolutamente inadeguata, visto che vi si leggeva di ‘difficoltà nell’applicazione dell’accordo di programma’, quando in realtà su questo versante siamo fermi al palo e i 35 milioni resi disponibili sono rimasti nel cassetto».
Appello al governo «A questo punto – afferma Bravi – Cgil, Cisl e Uil di Umbria e Marche pretendono in tempi stretti un confronto diretto con il governo Renzi su questa annosa e pesante vertenza, dalla quale dipende il futuro di 3000 famiglie della fascia appenninica umbro-marchigiana. Se questo non avverrà – conclude il segretario della Cgil Umbria – siamo pronti a mettere in campo tutte le forme di mobilitazione necessarie. Non possiamo aspettare oltre».
Verini Non c’era De Vincenti, ma c’erano i deputati Walter Verini e il collega marchigiano Emanuele Lodolini. «Abbiamo ribadito – spiega Verini – l’impegno di tutti i parlamentari del Pd per sostenere ogni sforzo per riaprire finalmente una prospettiva produttiva ed occupazionale al gruppo JP Industries, ex-Merloni. In questi mesi – aggiunge il deputato umbro – i parlamentari, le Regioni Umbria e Marche hanno fortemente appoggiato le richieste di sindacati e lavoratori perché si riaprisse una significativa e concreta prospettiva di ripresa della produzione alla Ex-Merloni. Sono importanti in questo senso le dichiarazioni del viceministro De Vincenti che ha annunciato l’imminente riconvocazione del tavolo per poter pervenire ad una conclusione positiva. E’ una battaglia fondamentale – prosegue l’esponente Pd – per l’intera fascia appenninica, per due intere regioni. Salvare e rilanciare, almeno parzialmente, un settore manifatturiero come quello del bianco significa evitare una desertificazione industriale ed una catastrofe occupazionale. La attivazione, poi, di altri strumenti (accordi di programma, fondi comunitari) potrà servire poi anche a lanciare progetti di sviluppo legati alle vocazioni di quelle realtà ambientali, agricole, artigianali, culturali e turistiche di quelle realtà e di quei territori».
Epifani, Giulietti e Lodolini Lodolini è poi intervenuto insieme a Guglielmo Epifani (presidente della commissione Attività produttive della Camera) e Giampiero Giulietti: «L’accordo di programma e la situazione ingarbugliata della JP – affermano i tre – sono due temi che richiedono risposte per dare una prospettiva certa ai problemi occupazionali e produttivi susseguenti al fallimento dell’Antonio Merloni. Abbiamo seguito e continueremo a seguire entrambe le vicende; speriamo che si possa essere in condizione per sbloccare realmente e quanto prima la situazione della JP con la firma dei due protocolli, il primo con le banche, il secondo tra il curatore e la proprietà. Questo garantirebbe l’uscita dall’incertezza e una ripresa produttiva più solida. Sull’accordo di programma – hanno aggiunto – occorre mettere assieme tutti i soggetti e provare a reindustrualizzare le aree interessate.
Lettera importante Per Epifani, Giulietti e Lodolini la lettera del vice ministro De Vincenti rappresenta un passo importante. «Sarà nostro compito dar man forte al Governo – hanno affermato – e monitorare passo dopo passo i tre obiettivi del viceministro, vale a dire: salvaguardare le potenzialità di sviluppo di imprese di grande tradizione come Indesit, per la quale nelle prossime settimane verrà riconvocato il Tavolo Mise, in modo da poter così avviare il confronto con la nuova proprietà a partire dal piano industriale alla base dell’accordo siglato un anno fa; sostenere la ripresa di attività produttive in crisi tramite l’individuazione di nuovi investitori, come nel caso della JP, per la quale stiamo portando a buon fine lo schema di soluzione che avevamo delineato nell’incontro al Ministero dei primi di agosto. A questo proposito riconvocheremo il Tavolo non appena definita nei dettagli operativi la soluzione stessa; riconvocare a breve tutti i soggetti istituzionali, imprenditoriali e sindacali per analizzare le difficoltà di applicazione dell’Accordo di Programma varato qualche anno fa e per il quale pensiamo sia necessario ridefinire le strategie e gli strumenti operativi al fine di cercare di riaprire prospettive anche per chi un lavoro lo ha perso».
