di Chiara Fabrizi
La ex Maran di Spoleto è stata venduta alla System house srl. La comunicazione di Hoist, che nel 2018 aveva rilevato l’azienda del recupero credito di Santo Chiodo, è arrivata nella tarda serata di mercoledì alle segreterie nazionali, mentre giovedì mattina è stato il turno della Rsa. Formalmente Hoist ha proceduto al trasferimento del ramo di azienda in favore della System house, un’azienda fondata a Reggio Calabria nel 1981 dall’ingegnere Agostino Nicola Silipo, tuttora amministratore unico della srl.
Ex Maran venduta Nell’operazione di cessione della ex Maran di Santo Chiodo sono coinvolti circa 140 dipendenti prevalentemente donne. Cauta fiducia si registra in ambienti sindacali sull’arrivo a Spoleto della System house srl. Cgil, Cisl e Uil, questo filtra, chiederanno a stretto giro l’apertura di un tavolo in Regione per verificare le intenzioni della nuova proprietà per il sito di Spoleto, a cominciare dal fronte occupazionale. In tarda mattinata l’assessore regionale Michele Fioroni ha fissato per il 30 maggio il primo incontro tra Hoist, System house e sindacati.
System house: cosa si sa La System house, stando alla visura di giovedì mattina, ha 5 milioni di capitale sociale di cui 1,5 milioni sottoscritto dall’ingegnere Silipo e 3,5 milioni dalla FinSystem srl. Il valore della produzione al 2022 si attestava a circa 60 milioni di euro, peraltro in crescita perché nel 2021 era di 46,7 milioni e nel 2020 di 40,3 milioni. Sempre in base alla visura, al 31 dicembre scorso la System house dell’ingegner Silipo contava 2.567 addetti. L’ultimo utile disponibile è quello del 2022 e vale 331 mila euro, anche questo in crescita nel 2020 è stato 279 mila euro e nel 2021 di circa 104 mila euro.
Sindacati: «Obiettivo tutela occupazione» In una nota Cgil, Cisl e Uil hanno spiegato che attendono «il tavolo regionale per l’espletamento della procedura e per conoscere nei dettagli le condizioni della cessione», indicando come «obiettivo primario la salvaguardia dei livelli occupazionali e la qualità del lavoro, in termini di stabilità e retribuzioni». Traguardo tanto più rilevante «in un territorio come quello di Spoleto dove il lavoro di qualità è il grande assente».
Ipotesi cambio contratto In una nota che le Rsa hanno diffuso tra i colleghi, poi, viene affermato che, «per quanto attiene il perimetro lavorativo, ci sarà continuità con il nuovo datore di lavoro, quindi mantenendo anzianità contrattuale, trattamento di fine rapporto, ferie, permessi e similari». Dal punto di vista contrattuale, poi, «l’ipotesi avanzata è quella di una variazione del contratto nazionale»: Hoist applicava quello degli studi professionali, mentre System house intenderebbe praticare quello del comparto telecomunicazioni, che sarebbe anche migliore, anche se molto dipende, come ovvio, dalle mansioni che verranno riconosciute.
