Il presidio di questa mattina di fronte all'Europoligrafico

«L’azienda ha fatto vedere da subito i muscoli, aprendo la procedura per il licenziamento di 39 dipendenti senza avviare alcuna preventiva trattativa». E’ quanto sostiente in una nota Francesco Bonini della Fistel Cisl Umbria a proposito delle 39 lettere di licenziamento inviate ai lavoratori dell’Europoligrafico, storica azienda perugina della cartotecnica.

Lettera subdola «La lettera con la quale l’azienda ha comunicato nei giorni scorsi tale improvvisa decisione – prosegue Bonini -, deve essere considerata subdola anche per le divisioni interne che potrebbero sorgere e il possibile isolamento del reparto coinvolto rispetto agli altri. In questa azienda storica di Perugia i lavoratori hanno sempre lottato insieme per mantenere il proprio lavoro e così continueremo a fare. Non si dovrà calpestare alcun diritto: nessuno deve dimenticare che i lavoratori prima di tutto sono persone».

Domani l’incontro «Lo sciopero di oggi è in vista dell’incontro di domani (venerdì, ndr) con la proprietà, in tale occasione (in contemporanea con l’assemblea dei lavoratori) potremo capire le reali intenzioni dell’azienda e quale sarà il futuro delle persone coinvolte. L’appuntamento di domani dovrà essere un terreno serio di confronto, nel quale si auspica che l’azienda faccia un passo indietro rispetto al licenziamento e sappia proporre un concreto piano di impresa da condividere con le parti sociali e i lavoratori stessi».

Locchi: viva preoccupazione Preoccupazione è stata espressa anche da una nota firmata dal capogruppo Pd in Consiglio regionale Renato Locchi. «La soppressione di un reparto dell’Europoligrafico – ha detto Locchi -, impresa storica del capoluogo e leader di un settore strettamente legato all’industria alimentare, è motivo di viva preoccupazione: i vertici aziendali non perseguano la messa in mobilità delle maestranze al solo scopo di esternalizzare un comparto produttivo». Il consigliere nonché ex sindaco di Perugia segue con «la massima attenzione l’evolversi della vertenza dell’Europoligrafico, dove decine di lavoratori rischiano il posto di lavoro per una ristrutturazione organizzativa dell’attività che fa seguito ad un lungo periodo di cassa integrazione».

Crisi economica sistematica giustificazione «La crisi economica – sottolinea Locchi – rischia di essere una sistematica giustificazione per utilizzare formule di esternalizzazione di segmenti di produzione. Questa, come nel caso dell’Europoligrafico, può apparire nel medio termine solo una facile scappatoia di fronte alle sollecitazioni competitive del mercato. Questa vicenda, assieme a quella della Piselli, rappresenta per la città di Perugia un pericoloso arretramento produttivo ed occupazionale. Ai lavoratori oggi in sciopero – prosegue il capogruppo Pd – non va solo la solidarietà dei consiglieri regionali del Partito democratico umbro, ma anche l’impegno a seguire l’evolversi della vertenza, che per le sue caratteristiche – conclude – può diventare specchio di una ricorrente e asfittica tattica delle medie imprese umbre per comprimere diritti e salari dei propri dipendenti».

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