Nel giro dei prossimi due anni l’Umbria diventerà la regione all’avanguardia, a livello internazionale, nel trattamento e nello sfruttamento delle biomasse. E’ arrivata in questi giorni a Perugia la delegazione di scienziati provenienti da Germania, Spagna, Repubblica Ceca, e ovviamente Italia, coinvolta nel progetto Green Gain, che tradotto sta per “guadagno verde”. Un progetto voluto nientemeno che dalla moritura Comunità Montana del Trasimeno e diretto a valorizzare una risorsa largamente inutilizzata: la sola Umbria produce ogni anno biomasse sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di una città come Perugia.
Risorse dagli scarti Il progetto, finanziato dalla Comunità europea per complessivi un milione 829 mila e 392 euro, nell’ambito del piano strategico Horizon 2020, ha l’obiettivo non tanto di sviluppare tecnologie già abbastanza collaudate ma soprattutto di rendere realmente praticabile, soprattutto per gli enti pubblici, lo sfruttamento energetico del cosiddetto sfalcio, attualmente gestito al pari di un qualsiasi rifiuto, dunque con costi sempre più difficili da sostenere. In questo modo si converte finalmente la spesa in guadagno, con l’ulteriore beneficio di reperire risorse per la ripulitura della vegetazione intorno ai corsi d’acqua, all’origine di molte devastanti alluvioni. Stessa cosa per i campi incolti, motivo di incendi pericolosi.
Il progetto I ricercatori del progetto, che in questo primo sopralluogo sono stati ospiti del Centro ricerche sulle biomasse, a pochi passi dalla facoltà di Ingegneria di Perugia, provengono da Friesland e Rotenburg (Germania), Matarraña e Bajo Aragón (Spagna) e dalla Boemia (Repubblica Ceca). Per l’Italia si è ricorsi alle competenze del gruppo padovano Sogesca, specializzato in sicurezza e gestione delle tecnologie in campo ambientale.
Valorizzazione Coordinatrice è Marie Bergmann della Fnr, l’agenzia federale tedesca per la valorizzazione delle biomasse. «Usare le biomasse vegetali per produrre energia da fonte rinnovabile in modo intelligente e sostenibile, è solo buon senso – sostiene la ricercatrice tedesca -. Occorre però dare risposte ottimali dal punto di vista strategico e operativo, fornendo informazioni in modo facile e pratico sulla potenzialità energetica e sulla domanda inevasa di tali biomasse per questi usi. Questo è il campo d’azione del nostro progetto». Dopo il varo del 10 gennaio scorso, Green Gain si concluderà entro il 2017. Le attività e i risultati del progetto saranno prossimamente disponibili sul sito www.greengain.eu.
