di Marta Rosati
Elettro lascia la fabbrica di Narni e gli operai brindano insieme a Sgl Carbon. Esce definitivamente di scena l’azienda dell’imprenditore Michele Monachino che nel luglio 2015 ha fatto ripartire la produzione di elettrodi di grafite salvo poi naufragare con strascichi pesanti nel marzo scorso. Giovedì pomeriggio un rappresentante di Elettro ha incontrato l’avvocato della proprietà Sgl Carbon e riconsegnato le chiavi del sito produttivo, segnando la fine della breve ma tragica stagione di Monachino. Fuori dai cancelli della fabbrica un gruppo di lavoratori ha simbolicamente stappato una bottiglia e alzato i bicchieri al cielo per brindare a quella che è stata definita senza esitazione una vera e propria liberazione. A partecipare al simbolico brindisi anche l’avvocato Petrucci, liquidatore di Sgl: «Saremmo contenti di vendere a Sangraf, ma non dipende da noi. Nella lettera di intenti – dice – abbiamo fissato per la fine di novembre i tempi necessari per le valutazioni del caso, ma ripeto non dipende da noi».
Elettrocarbonium Come è noto infatti sullo stabilimento di Narni c’è proprio l’interesse del gruppo Sangraf che produce elettrodi ed avrebbe mire espansionistiche proprio sul mercato europeo. Sul tavolo c’è già una lettera d’intenti che scade a fine novembre ma Petrucci è fiducioso e l’accordo tra le parti potrebbe arrivare prima. Secondo quanto trapela sono in corso verifiche ambientali sul sito industriale: il potenziale acquirente, tanto per intenderci, non vorrebbe ritrovarsi sul groppone una bonifica che non dovuta. Il valore dell’operazione? Resta top secret, su questo il legale di Sgl non si sbilancia.
Regolamento di conti Intanto quella di giovedì non è stata solo la giornata della riconsegna delle chiavi ma anche quella dell’arrivo delle buste paga, le quali non sarebbero state elaborate proprio a regola d’arte: «Sono state considerate assemblee le ore in cui entravamo per lavorare». Gli stipendi sono fermi a aprile ma solo per pochi ‘privilegiati’ del reparto sicurezza. Per tutti gli altri l’ultima mensilità risale a febbraio; in ogni caso ora tutti sperano di poter tornare ad occupare il proprio posto in fabbrica prima possibile. I sindacati: «Grazie ai colleghi dell’indotto per il lavoro svolto, questa situazione ha gravato anche sulle ditte esterne, alcune vantano importanti crediti».
Produzione energivora Ma vicenda ambientale a parte, per la quale peraltro Petrucci ha detto che la bonifica potrebbe partire nel giro di poche settimane, i nodi da sciogliere in vista dell’accordo con Sangraf sono anche altri: su tutti i costi energetici e il riconoscimento dell’area di crisi complessa per Terni e Narni: «Va curata in questa importante fase la parte istituzionale, in particolare quella col ministero dello sviluppo economico per capire in che misura il nuovo acquirente può essere sgravato da onerosi costi per l’elettricità e se può usufruire di agevolazioni da area di crisi complessa». A parlare in questi termini è Marco Di Clemente, segretario Uil Narni e dipendente della fabbrica, ma gli stessi argomenti dovrebbe portarli nell’aula del consiglio comunale Gianni Daniele di Tutti per Narni, presente a fianco dei lavoratori nel giorno definito ‘di liberazione’.
Marco Di Clemente in un’intervista: il video
La riconsegna delle chiavi L’uscita di scena di Elettro è stata festeggiata dai presenti come ‘la cacciata dell’invasore’ la cui permanenza ha generato incertezza per lunghi mesi e fatto perdere ammortizzatori sociali a molti, come spiega Luciano Santirosi della Rsu: «Il 22 dicembre scadranno gli ammortizzatori sociali per altri, prossimi al reddito zero. Per il reintegro di tutto il personale, poi, probabilmente servirà conoscere il piano industriale della Sangraf, sempre ammesso che subentri ma intanto nella lettera d’intenti il gruppo avrebbe fatto richiesta di personale già formato. Il liquidatore Sgl resta coi piedi di piombo:«Una cosa alla volta, proviamo a far ripartire la fabbrica».
@martarosati28
