«Abbiamo sempre sollecitato gli enti preposti, ma anche Sgl Carbon ed Elettrocarbonium a compiere verifiche sulla sicurezza per i lavoratori e sul fronte ambientale per tutta la cittadinanza». Così l’assessore comunale, Marco De Arcangelis, interviene sul futuro della fabbrica di Narni che tra un paio di giorni, almeno questi gli accordi tra i due privati, Elettro dovrebbe riconsegnare alla proprietaria Sgl.
La denuncia commossa di un operaio: video
TUTTO SU SGL-ELETTRO
Futuro della fabbrica di Narni I puntini sulle i De Arcangelis li mette a seguito dell’interrogazione urgente a risposta scritta presentata dal consigliere Sergio Bruschini al sindaco Francesco De Rebotti, ma l’assessore allo sviluppo economico va anche oltre: «Il tempo per trovare soluzioni stringe perché – scrive – Sgl ha annunciato di voler lasciare il settore della produzione degli elettrodi ed ha detto che presto tutti gli stabilimenti di proprietà del gruppo verranno messi in vendita. Il “boccone” – prosegue – è grande, chi potrà provare ad azzannarlo? sicuramente un soggetto che avrà interesse ad acquisire mercato e non stabilimenti da rilanciare. Un’altra multinazionale che pagherebbe caro per il portafoglio clienti, grazie al quale la Sgl potrebbe liberarsi di qualche noia, come lo stabilimento di Narni. Che fine farà allora lo stabilimento di Narni? Chi curerà l’esecuzione della bonifica? E se non si producessero più elettrodi nella fabbrica e si procedesse ad un cambio di destinazione d’uso, come io ritengo sia indispensabile, chi eseguirebbe la nuova caratterizzazione e le azioni conseguenti?».
«Siamo stati illusi da tutti»: video
«Aspettiamo decisione di Sgl casa madre»: video
Binari occupati: fotogallery
L’intervento dell’assessore E poi: «Dalle dichiarazioni del liquidatore di Sgl (l’avvocato Marco Petrucci, ndr) appare evidente che ci sono soggetti interessati a valutare l’acquisizione dello stabilimento, ma chi li ha contattati? Chi li ha coinvolti? Il sindaco ha sollecitato più volte il ministero dello Sviluppo economico (Mise) e la Regione ma a oggi non vedo nessuno scatto di reni sulla vicenda. Mentre siamo fermi ad analizzare, cosa che andrà fatta certo approfonditamente, il fallimento del primo tentativo di reindustrializzazione della fabbrica con Elettro, si rischia di perdere di vista l’impostazione iniziale della vicenda che poggiava sul concetto che Sgl doveva consentire e agevolare la continuità produttiva degli elettrodi, oppure per essere espliciti, la ciminiera si sarebbe dovuta tirare giù e la comunità narnese si sarebbe dovuta riappropriare del territorio interessato. Credo sia utile focalizzare meglio tale obiettivo, serrare le fila della maggioranza e del consiglio comunale per intero, nell’interesse della città, ricomprendendo in essa i cittadini, i lavoratori diretti e indiretti».
