domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:50
3 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:47

Elettro, interrogazione urgente di Bruschini: «Servono controlli ambientali e sulla sicurezza»

Il consigliere deposita l'atto ispettivo per chiede al sindaco lumi su attivazione organismi di monitoraggio per la fabbrica che verrà riconsegnata l'8/6

Elettro, interrogazione urgente di Bruschini: «Servono controlli ambientali e sulla sicurezza»
Il sito industriale Sgl Carbon (foto U24)

«Serbatoi di pece e oli, ma anche gli scarichi delle acque reflue e sistemi anticendio». C’è questo ma più in generale «l’attivazione degli organismi di controllo e monitoraggio» al centro dell’interrogazione urgente a risposta scritta presentata dal consigliere comunale Sergio Bruschini sull’imminente riconsegna della fabbrica di Narni. L’8 giugno, infatti, l’amministratore delegato di Elettrocarbonium, Michele Monachino, ha assicurato che restituirà alla proprietà Sgl Carbon impianti e asset industriali.

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Elettro: interrogazione urgente Si tratterà dell’ultimo atto della stagione di Elettro, primo tentativo di reindustrializzazione del sito drammaticamente fallito. E da qui, ossia dal naufragio del progetto, che inizia la comunicazione di Bruschini, che è anche presidente della commissione controllo e garanzia del Comune di Narni: «Il 31 maggio abbiamo assistito all’ennesimo fallimento di ogni possibile mediazione tra Elettrocarbonium e organizzazione sindacali seguito da un laconico intervento di Comune e Regione. Il fallimento comunque pesa sui lavoratori e sull’intera città già avviatasi a un epilogo su cui il tempo e le analisi più approfondite permetteranno di chiarire responsabilità politiche».

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Le domande di Bruschini Poi il consigliere va al dunque: «La fabbrica comunque resta così come restano i macchinari e prodotti necessari ai processi di lavorazione per questo c’è la necessità di garantire comunque la sicurezza del sito. Diverse situazioni in questo senso sono già state segnalate e vistosamente evidenti, vedasi le segnalazioni luminose della ciminiera. Ma al sindaco chiediamo se ci sono anche serbatoi di pece, oli e sostanze varie necessarie ai processi di lavorazione ancora presenti e stoccati in fabbrica? Sistemi di protezione e antincendio sono stati controllati e risultati funzionanti? Agli impiegati e dirigenti ancora presenti nell’impianto è garantito il rispetto degli ambienti di lavoro? Acqua potabile servizi igienici, sistemi di controllo delle acque reflue gli scarichi a Fiume sono controllati e a norma?».

Palla al sindaco De Rebotti All’interrogazione presentata da Bruschini, dovrà rispondere il sindaco Francesco De Rebotti a cui si rivolge il consigliere d’opposizione: «In qualità di massimo responsabile della salute e sicurezza dei cittadini e del territorio – conclude – il sindaco ha attivato gli organi preposti al monitoraggio e controllo? Dopo il danno credo sia imprescindibile evitare la beffa».

Sinistra italiana Sul mancato accordo per il licenziamento collettivo Sinistra italiana di Narni «esprime grande insoddisfazione. L’accaduto testimonia, se ancora ce ne fosse stato bisogno, l’incapacità e l’irresponsabilità dell’Elettrocarbonium che deve al più presto pagare le spettanze ancora dovute ai lavoratori e abbandonare immediatamente il sito industriale, affinché le istituzioni possano creare le condizioni per ricercare nuovi investitori capaci di garantire un futuro industriale ed occupazionale dell’area.
Per scoraggiare Elettrocarbonium dal tentare ennesimi rinvii all’abbandono dell’area, chiediamo che i rappresentanti delle istituzioni locali, a partire dal Sindaco e dagli esponenti della Giunta Comunale, interrompano ogni rapporto con i loro rappresentanti che hanno ormai compromesso da tempo il loro rapporto con i lavoratori e la città».

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