di Ivano Porfiri
Prende forma il nuovo sistema delle Agenzie regionali e, in particolare, la nuova Sviluppumbria. Umbria24.it è in grado di riportarvi i contenuti della delibera portata in giunta dall’assessore allo Sviluppo economico Gianluca Rossi, che dovrà ora compiere il percorso in consiglio regionale.
Il quadro complessivo In prima battuta, viene definito il nuovo assetto complessivo delle agenzie regionali ovvero Sviluppumbria, Gepafin, Centro Estero Umbria mentre, per la promozione integrata, che comprenderà i comparti del turismo e dell’agroalimentare, si prefigura un «soggetto risultante dall’evoluzione dell’Agenzia di promozione turistica dell’Umbria».
Quattro aree In dettaglio, si individuano quattro aree fondamentali dell’intervento pubblico regionale sul sistema economico tramite società ed agenzie regionali: sviluppo delle imprese, dell’innovazione e del territorio in capo a Sviluppumbria Spa; i servizi per l’accesso al credito ed il rafforzamento della struttura finanziaria delle imprese già attribuiti a Gepafin Spa; la promozione integrata dell’Umbria nella accezione più ampia che compendia attività a sostegno del comparto del turismo unitamente all’agroalimentare, alla cultura che può vedere la configurazione di un soggetto risultante dall’evoluzione dell’Agenzia di Promozione Turistica dell’Umbria, di cui può essere valutata la costituzione in forma societaria se necessario ad ampliarne la capacità operativa compatibilmente con le necessarie verifiche tecnico normative e finanziarie; il sostegno ed alla promozione dell’ internazionalizzazione delle imprese regionali ed in particolare quelle di piccole e medie dimensioni attraverso il Centro Estero Umbria costituito tra la Regione e le Camere di Commercio di Perugia e Terni, che in prospettiva necessita anch’esso di un adeguamento della configurazione giuridica essendo attualmente costituito sotto forma di associazione privata.
Sviluppumbria Per ciò che riguarda, in particolare, Sviluppumbria, la mission viene definita nella «capacità di analisi, progettazione e realizzazione di uno sviluppo economico integrato». Con ciò, in pratica, si intende una capacità a tutto tondo di programmazione e animazione economica locale e di supporto a 360 gradi alle imprese e agli enti soci. «Si tratta – c’è scritto nella delibera – di valorizzare le risorse umane, le competenze ed il know how sedimentato all’interno di Sviluppumbria che in misura sempre maggiore dovrà essere capace di generare nuove esternalità a favore delle imprese e dei territori con una visione integrata e complessiva dello sviluppo economico. Di conseguenza, Sviluppumbria potrà essere capace di esprimere, meglio di ogni altra struttura istituzionale in Umbria una progettazione, anche su basi locali, dello sviluppo economico secondo una visione integrata».
Il percorso Tra il «già fatto» si possono annoverare la fusione per incorporazione con RES spa (gestione del patrimonio regionale), l’acquisto del ramo di azienda del Centro Agro-Alimentare, la fusione per incorporazione di BIC Umbria spa. Gli ulteriori adempimenti per completare il percorso sono diversi. Per ciò che riguarda Umbria Innovazione, che ha già concluso il processo configurazione di società a totale partecipazione pubblica, deve rapidamente confluire Sviluppumbria. Stesso discorso per il Parco Tecnologico Agro Alimentare – 3A PTA per il quale tuttavia «la fusione – si legge – deve essere valutata anche alla luce di compatibilità normative ed amministrative». In Sviluppumbria confluiranno anche le funzioni svolte da Umbria Film Commission, ma non quelle dell’intera Agenzia di Promozione Turistica, che invece diventerà qualcosa di diverso.
La nuova Apt Per la promozione, la giunta regionale immagina un percorso a sé, vista l’importanza della materia. L’idea è di fare dei settori Turismo ed Agroalimentare tutt’uno valorizzando la regione come «un’unica eccellenza». «Tanto più forte è l’immagine di una Regione – recita la delibera – tanto maggiore sarà il ruolo di questa immagine per promuovere i prodotti del territorio, a cominciare da quelli turistici». Il brand Umbria verrà declinato nei diversi settori in maniera flessibile, «superando l’approccio commerciale al brand territoriale verso la costruzione di un sistema di identità territoriale relazionale, basato sulla condivisione dei valori fondanti e sulla sua comunicazione emozionale». Venendo al pratico, viene prefigurato un «unico soggetto» che gestisca le politiche di promozione dell’Umbria e dei suoi prodotti. Un soggetto, viene specificato, «risultante dall’evoluzione dell’APT», con il compito di «costruire progetti finalizzati a definire i caratteri dell’offerta territoriale, in un’ottica di rete e di condivisione con i soggetti locali». Materie di competenza: la promozione per turismo, enogastronomia, artigianato di qualità, cultura. Per quanto riguarda il personale la giunta ritiene opportuno prevedere l’utilizzo competenze oggi in capo a Sviluppumbria. «Tale percorso – si sottolinea – potrà richiedere altresì la revisione della normativa istitutiva dell’Agenzia di Promozione turistica dell’Umbria istituita con legge regionale 19 novembre 2001, n. 29, attualmente disciplinata dalla legge 18/2006 agli articoli 13 e 14».
Il nodo Res Quello che è uno dei nodi della riforma, cioè il controllo del patrimonio regionale (una volta in capo a Res e oggi in mano a Sviluppumbria), tra chi vuole mantenere la situazione attuale e chi (l’assessore Tomassoni) preme per portare alcune competenze (ad esempio la gestione dei bandi) all’assessorato al Patrimonio, in verità si rimanda il problema. «La tipologia e la specificità delle funzioni di gestione del patrimonio regionale – viene scritto – possono configurare l’eventuale enucleazione delle stesse attraverso l’aggregazione di personale e risorse in capo ai competenti uffici dell’Assessorato secondo modalità e nei limiti che devono essere verificati con riferimento alla attuale normativa ed alla configurazione “in house” di Sviluppumbria ed alle formule tecniche che potranno essere utilizzate». La porta viene, quindi, lasciata aperta. «In questo caso – viene specificato – l’eventuale modifica delle competenze di Sviluppumbria rispetto alla gestione del patrimonio della regione comporterebbe la necessità di una contestuale modifica della legge regionale 1/2009 all’articolo 2 ed all’articolo 5».
Struttura organizzativa La nuova Sviluppumbria, organismo quantomai complesso, verrà organizzata per «su aree omogenee di attività deve poter anche consentire una misurazione delle prestazioni sulla base di obiettivi misurabili e feedback costanti rispetto a target assegnati». Il controllo dei costi e la misurazione degli output risultano tanto più necessari laddove si consideri la rilevanza che acquisiranno i rapporti con la Regione e le amministrazioni pubbliche, regolati nella forma dell’affidamento diretto di appalti di servizi. «Occorre precisare – si conclude – che a ciascuna delle strutture interne che saranno individuate deve corrispondere una precisa responsabilità gestionale ed amministrativa che può essere individuata in figure professionali interne, non necessariamente in possesso della qualifica dirigenziale».
Rossi: nasce Agenzia più coerente con sviluppo Umbria «Sviluppumbria – commenta l’assessore Rossi – potrà essere capace di esprimere, meglio di ogni altra struttura istituzionale in Umbria una progettazione, anche su basi locali, dello sviluppo economico secondo una visione integrata. A questo atto – ha aggiunto – seguiranno ulteriori adempimenti sia amministrativi sia legislativi, che delineeranno la futura Agenzia regionale per lo sviluppo, che sarà semplificata e più coerente con gli obiettivi della programmazione regionale, a servizio dell’innovazione e della competitività del sistema produttivo umbro».
Categorie caute Restano, intanto, caute le categorie economiche sul nuovo assetto. Sul Sole 24 Ore Centronord, Confindustria Umbria sottolinea, per bocca del segretario regionale Aurelio Forcignanò, come «da tempo si auspica una “rilettura” del progetto di riordino di Sviluppumbria alla luce soprattutto del notevole tempo trascorso dalla fase di avvio della riforma endoregionale e della evoluzione del sistema economico». In particolare, Forcignanò ricorda che «Confindustria Umbria ha già manifestato, in attesa di conoscere i dettagli della nuova proposta, forti perplessità in ordine soprattutto al rischio di concentrare in Sviluppumbria attività di varia natura con conseguente appesantimento della struttura operativa e, ancor più, confusione di ruolo e di competenze rispetto ad altre parti del sistema regionale». E’ in attesa di maggiori elementi anche il direttore della Cna dell’Umbria Paolo Arcelli, per il quale «il tema della riforma delle agenzie regionali va approfondito e il contesto giusto è il tavolo dell’Alleanza per lo sviluppo».


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