Da sinistra Laura Dalla Ragione, Carlo Catanossi, Mariella Venturi

In Umbria sono circa 10 mila le persone in un’età compresa tra gli 8 e i 50 anni affette da disturbi alimentari. Di questi, circa il 70% è affetto da bulimia o disturbi dell’alimentazione incontrollata e il 30% da anoressia. Più ampia poi la fascia di popolazione, tra le 30 e le 40 mila persone, interessata da obesità. Per contribuire sconfiggere questi seri problemi il gruppo Grifo avvia una campagna di sensibilizzazione: un milione di buste di latte porterà sugli scaffali dei punti vendita del centro Italia il numero verde nazionale (800 180 969) Sos disturbi alimentari gestito dal Centro disturbi comportamenti alimentari (Dca), struttura pubblica extra-ospedaliera della Azienda Usl Umbria 1 a palazzo Francisci di Todi e i riferimenti dell’associazione onlus ‘Mi fido di te’. I dettagli dell’iniziativa sono stati presentati dal presidente del Gruppo Grifo Agroalimentare Carlo Catanossi, da Laura Dalla Ragione, dottoressa responsabile dell’unità operativa Centro palazzo Francisci, e da Mariella Venturi, presidente dell’associazione che opera come sostegno ai genitori delle persone affette da disturbi alimentari.

La campagna «Usiamo la busta del latte – ha detto Catanossi – per fare promozione economica, culturale e, negli ultimi tempi, sociale. Prima con Telethon per la ricerca, poi con il progetto Eurobis contro l’obesità infantile, adesso con il Centro palazzo Francisci per i disturbi alimentari. La comunicazione passa. Il latte è un prodotto che porta con sé molti valori e con queste iniziative riesce a veicolarne altri». «È un’iniziativa – ha aggiunto Dalla Ragione – che serve a pubblicizzare il numero verde attivo 24 ore su 24, dal lunedì al venerdì, finanziato dalla presidenza del Consiglio. Riusciamo a comunicare a chi chiama la mappa, messa a disposizione dal Ministero della salute, delle strutture specializzate in tutta Italia. Stiamo cercando di favorire la diagnosi precoce. Le persone devono capire che si può guarire dai disturbi alimentari soprattutto se si interviene presto e si chiede aiuto a strutture specializzate».

La rete La Ausl 1 dell’Umbria ha creato una rete di strutture per trattare i disturbi alimentari che, insieme a palazzo Francisci, comprende anche il centro diurno ‘Il nido delle Rondini’, sempre a Todi, il centro ‘Dai e obesità’ di Città della Pieve e il servizio ambulatoriale Dca di Umbertide. «A Palazzo Francisci – ha spiegato Dalla Ragione – unica struttura in Italia, accogliamo con ricovero bambini sotto i 14 anni che infatti arrivano anche da ospedali pediatrici come il Bambin Gesù di Roma e il Meyer di Firenze, mentre a Città della Pieve ricoveriamo dai 16 anni in su». All’anno, la rete di assistenza fa registrare circa 600 pazienti di cui una metà ricoverata mentre la restante assistita in ambulatorio. «Le persone – ha proseguito Laura Dalla Ragione – spesso sottovalutano il problema. Teniamo conto che il 70% delle adolescenti sono a dieta. Un genitore non subito comprende che c’è una patologia. È importante invece cogliere i primi segnali, i comportamenti alimentari ossessionati, il cambiamento del carattere». «L’associazione ‘Mi fido di te’ – ha concluso Venturi – nata nel 2006, fornisce sostegno ai genitori per i quali tutti i sabati, alle 11, facciamo riunioni. Inoltre, ci troviamo ogni giorno a contatto con problemi di gestione dell’alimentazione. Spero che con questa iniziativa ci sia un po’ di consapevolezza in più».