di Marta Rosati

La discarica di Ast sarà un parco urbano di 40 ettari, un quarto dei quali destinati a bosco attrezzato con spazi dedicati a sport outdoor, in particolare la mountain bike, ma anche auditorium, spazio museale destinato agli artisti dell’acciaio e zone relax con vista panoramica. È piuttosto clamoroso il progetto commissionato dal sito siderurgico di Terni all’architetto Andreas Kipar e alla società Land per la riqualificazione ambientale del sito di conferimento di Valle, su cui pende una gara internazionale per il recupero e la commercializzazione delle oltre 300 mila tonnellate che annualmente vengono conferite nell’area. L’ingegnere Massimo Calderini, direttore di stabilimento e produzione di Ast assicura: «Entro un anno primi risultati visibili».

Ambiente e sviluppo: il video

La presentazione del progetto: fotogallery

Discarica di Ast sarà parco urbano da 40 ettari L’operazione è stata presentata mercoledì mattina nella sala dell’Orologio del Caos dall’amministratore delegato Lucia Morselli, affiancata dal sindaco di Terni e presidente della Provincia Leopoldo Di Girolamo e naturalmente il designer Kipar, ma nessun dettaglio è stato svelato sui costi dell’ambizioso progetto, tutto a carico di Tk-Ast, né sulla conclusione definitiva di realizzazione, visto che molto dipenderà dalla naturale crescita degli arbusti. Si è comunque assicurato che i primi lavori scatteranno a gennaio prossimo e saranno destinati fin dalle battute iniziali, per utilizzare le parole dell’ad, «a incamminarsi verso un modello di sviluppo territoriale e valorizzazione paesaggistica. Le strutture previste saranno visibili molto presto ed entro un anno vedremo anche il primo verde». 

Morselli: «Altro volano di sviluppo per città e industria» In particolare il numero uno di viale Brin ha affermato: «L’obiettivo è recuperare il paesaggio che si estende dalla discarica di Valle fino alla Cascata delle Marmore, trasformandola in un luogo di aggregazione a disposizione di Terni e fruibilità diffusa. Il progetto di Kipar – ha scandito – è una riqualificazione ambientale che deriva non solo dal rispetto delle normative vigenti in materia, ma anche dalla volontà di Ast di offrire alla città occasione di sviluppo, attrattività e centralità».

Obiettivo Restituire al territorio e al paesaggio quella che per decenni è stata una discarica e renderla un parco aperto alla cittadinanza: è questo l’obiettivo del progetto di riqualificazione e rinaturalizzazione della discarica di Valle presentato mercoledì da Acciai Speciali Terni. Eliminare ogni residuo dei processi  di lavorazione derivanti dalla produzione di acciaio inox è l’obiettivo palesato da Ast in queste settimane. La gara internazionale, per la quale la scorsa settimana è stata presentata la commissione di vigilanza riguarda le 300 mila tonnellate di scorie prodotte annualmente di qui in avanti, il parco urbano che si propone in realtà come una nuova dimensione, un nuovo paesaggio nella città, in sintonia con la sua vocazione industriale.

Bonifica «L’ex discarica – è stato ricordato dall’ingegnere Calderini  – fa parte del sito di interesse nazionale Terni – Papigno, ovvero un luogo di interesse strategico ambientale, vista la delicata posizione che la colloca a ridosso del tessuto urbano ma anche a pochi passi dalle Cascate delle Marmore. L’azienda ha recentemente terminato la messa in sicurezza della ex discarica, grazie a un progetto condiviso e approvato da Ministero dell’Ambiente, Ispra, Regione, Provincia, Comune, Arpa e Asl, che ha previsto il ‘capping’, quindi la copertura della vecchia discarica e un approfondito e meticoloso programma di controllo che nel tempo monitorerà la situazione delle falde limitrofe alla collina. Non è un sogno – ha sottolineato Calderini -, la visione a trent’anni è dettata dalla crescita della vegetazione ma il progetto è tecnicamente sostenibile e sarà attuato secondo i criteri dettati dalla Land, società di progettazione».

Sindaco Il primo cittadino Di Girolamo ha particolarmente apprezzato l’idea di un luogo aperto per eventi, concerti, manifestazioni, mostre, uno spazio dedicato all’arte e allo sport, una terrazza che si affaccia sulla città: «È l’ennesima dimostrazione questa – ha detto il sindaco – che istituzioni e azienda collaborano per la crescita non solo dell’industria ma della città tutta. Si tratta – ha aggiunto – di un progetto importante per il territorio, che guarda all’eccellenza come quello delle scorie. Ast – ha spiegato – non si limita a fare qualcosa perché lo vuole la legge ma cerca l’eccellenza. In questo caso la qualità ambientale diventa asset strategico dell’azienda, il progetto ha un orizzonte molto lungo, trentennale, e questo fa piacere perché lascia pensare alla vita parallela dell’azienda. In terzo luogo il progetto prevede la coesistenza e la coabitazione della città con la sua fabbrica».

Il nome del parco «Inoltre – ha detto ancora Di Girolamo – la bellezza del progetto sta in un recupero che avviene nel bel mezzo della produzione e non alla dismissione di una fabbrica, come avviene nella maggior parte dei casi. L’area, così come verrà riqualificata, non si chiamerà più vocabolo Valle ma avrà un altro nome perché quello sarà un nuovo parco cittadino, lanceremo dunque alla città la sfida di una nuova toponomastica da assegnare. L’ambizione – ha concluso – è quella di collegare il paesaggio alla bellezza naturalistica di Marmore attraverso il percorso ciclopedonale dallo Staino sino al belvedere inferiore della Cascata.

Andreas Kipar Architetto e paesaggista a livello interazionale,è presidente, cofondatore e direttore tecnico della società Land Milano (Landscape architecture nature development).Al suo attivo la redazione dei piani del verde di Milano, Cagliari, Assemini, Piacenza, Reggio Emilia, Ravenna, Vercelli e della città di Essen in Germania, nonché della strategia urbana ‘arcipelago verde’ per Roma e dei ‘Raggi Verdi’ per Milano. Tra i parchi realizzati si segnalano la collaborazione dal 1985 al 2000 alla realizzazione del Parco Nord (600ha), il Parco Rubattino (ex Maserati), il Parco pubblico dell’area industriale ex OM, il Parco Portello (ex Alfa Romeo) a Milano, il Parco Krupp ad Essen, il Parco della Spina 3 a Torino, il Parco delle Sabine a Roma nonché tutte le sistemazione esterne del Progetto Porta Nuova a Milano.

Terni Sul progetto della Conca, l’architetto: «È un ‘come back to green’, un ritorno al verde spontaneo sempre in stretto legame con la storia della città, questa industria 4.0 non solo non vuole più inquinare ma vuole anche rimediare ai danni ambientali del pasato. Una nuova morfologia di territorio prenderà corpo sulla collina che assumerà via via un colore sempre più naturale, sempre più verde. L’intervento sarà in grado di generare biodiversità, nuovi spazi pubblici per la città, nel bel mezzo di un macchia arbustiva spontanea. Terni – ha aggiunto rivolgendosi al sindaco – potrebbe diventare capitale europea del verde. L’area avrà viste panoramiche e spazi per manifestazioni sportive outdoor oltre ad un centro di culto. In quattro parole: vedere, valutare, agire, celebrare, siamo già alla fase 3 manca la festa, l’aggregazione in loco».

Twitter @martarosati28

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