©Fabrizio Troccoli

di Chiara Fabrizi

Diminuiscono le assunzioni in Umbria, ma la flessione è tra le più contenute del paese, attestandosi a -3,1 per cento. Il quadro emerge dalla nuova rilevazione sul trimestre ottobre-dicembre del Sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere con l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal), secondo cui da qui a fine anno in Italia arriverà la gelata sugli avviamenti al lavoro, per i quali è prevista una flessione del 10,4 per cento. In questo quadro, che sembra condurre dritti alla recessione attesa per il 2023, il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, parla sì di «un rallentamento pesante», ma ammette che «l’Umbria mostra una grande resilienza, perché le assunzioni tengono» più che altrove.

Dall’indagine trimestrale si apprende, comunque, che la frenata sulle assunzioni è già arrivata, perché per ottobre ne sono attese 5.390 in flessione dell’1,6 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno, anche se pure questo caso si è al di sotto dell’arretramento registrato nel resto del paese, che gira al 5,4 per cento. Tuttavia, secondo le previsioni di Excelsior, la contrazione anche in Umbria è destinata ad aggravarsi nell’intero trimestre di riferimento, quando nella regione sono attese 13.880 assunzioni, in diminuzione del 3,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2021. Il passo indietro dell’offerta di occupazione, però, è decisamente più corto in Umbria non solo rispetto alla media del Paese, ma anche se confrontato con altri territori, pure molto eterogenei tra loro, Molise (-17,7 per cento) e Veneto (-14,4 per cento).

Il report trimestrale, poi, segnala l’acuirsi delle difficoltà denunciate dalle aziende per il reperimento di personale: gli imprenditori ai rilevatori di Excelsior hanno segnalato che il 51,6 per cento dei profili ricercati, quindi più di uno ogni due, è considerato di complessa reperibilità, con un incremento che sfiora i 10 punti percentuali rispetto alla stessa criticità rilevata nell’ottobre del 2021. Dallo studio, inoltre, emerge come l’Umbria si collochi nella parte più alta, precisamente al quarto posto, della classifica regionale dedicata alla difficoltà che gli operatori economici sostengono di incontrare nel procedere con le assunzioni. Va comunque messo in evidenza che soltanto un posto di lavoro su quattro offerto dagli imprenditori è a tempo indeterminato o di apprendistato, con un dato che è di fatto in linea con quanto segnalato lo stesso mese dello scorso anno.

Excelsior segnala, inoltre, che resta ancorata all’11 per cento la quota di imprese umbre che ha dichiarato di avere bisogno di personale e nel 62 per cento dei casi si tratta di imprese che erogano servizi. A cercare dipendenti, poi, sono soprattutto le imprese, precisamente il 70 per cento, con un organico aziendale inferiore ai 50 addetti, mentre appena il 15 per cento della assunzioni attese è per posizioni dirigenziali, specialistiche e tecniche, con una quota sensibilmente inferiore a quella italiana, che gira al 22 per cento. Degno di nota, poi, anche il livello di offerte di lavoro per le quali è richiesta un’esperienza professionale specifica o almeno nello stesso settore, che da sole assorbono il 61 per cento. Infine, crescono dal 31 al 34 per cento le assunzioni dei giovani con meno di 30 anni, mentre l’aumento è più contenuto, passando dal 10 all’11 per cento, per l’avviamento al lavoro dei laureati, che in Umbria sono decisamente meno ricercati che nel resto del paese, dove si viaggia al 17 per cento.

Secondo Mencaroni i risultati dell’indagine certificano come «la spinta propulsiva del turismo, che nei mesi estivi ha contribuito molto alla crescita delle assunzioni, vada a smorzarsi, provocando l’arretramento per il trimestre ottobre-dicembre». Per il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria si è di fronte a «un rallentamento pesante, figlio dell’arrivo entro l’anno della recessione, che speriamo – dice – sia lieve e di breve durata, come sostengono non pochi esperti». Tuttavia, le previsioni per l’Umbria non sono ancora da incubo, motivo per cui Mencaroni parla di una regione che «mostra una grande resilienza, perché gli avviamenti al lavoro a ottobre tengono», permettendo «alle imprese umbre di dimostrare ancora una volta di avere margini importanti di crescita, come avvenuto nel post pandemia». Il presidente della Camera di Commercio, però, avverte anche che «occorro misure precise per evitare di impantanarsi nella recessione, tra cui il taglio del cuneo fiscale, supportando i redditi dei lavoratori e sostenendo quindi i consumi in un momento in cui il reddito disponibile scende a causa dell’alta inflazione; misure energiche per ridurre l’impatto dei maxi aumenti dell’energia; rispetto puntuale dei tempi di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), dotato di una mole molto ampia di fondi per sostenere l’economia e aumentare la competitività del Paese».

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