di Ivano Porfiri

C’è molta green economy tra i cinquanta obiettivi approvati dal Consiglio dei Ministri nell’ambito del pacchetto ‘Destinazione Italia’, che puntano ad attrarre investimenti nel nostro Paese. Lo ha assicurato il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, chiudendo il convegno ‘Nostra Madre Terra’ al Sacro convento di Assisi.

Destinazione Italia «Sono obiettivi di lavoro – ha precisato – non intenzioni astratte. Quello approvato è un documento programmatico: ci sono cose che si faranno rapidamente, altre richiederanno qualche mese, altre fino ad un anno». Tra gli obiettivi «ambientali», Zanonato ha citato il risanamento dei Sin (Siti di interesse nazionale) e l’esigenza di «ottimizzare la nostra rete elettrica». «Ma non c’è solo questo – ha sottolineato – tutto quello che facciamo deve contenere obiettivi ambientali perché non si può continuare a consumare l’ambiente ed in particolar modo l’atmosfera».

Giù le mani dal creato A portare alla platea dei relatori il monito «Giù le mani dal creato!» è stato padre Mauro Gambetti, custode del Sacro convento, aggiungendo che «c’è bisogno di dialogare e riflettere, non solo per offrire ai nostri figli un futuro in un ambiente dignitoso, ma anche per noi stessi, per non agire da stolti».

Serve volontà politica Forte richiamo anche dal cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. «Capita spesso di vedere – ha detto – che il creato viene ferito per inconsapevolezza, ignoranza, ma di sicuro non sono queste le cause che maggiormente lo danneggiano. La natura creata da Dio è danneggiata spesso dall’indifferenza e dal cinismo. Serve una forte e decisa volontà politica affinché le leggi vengano concepite e applicate efficacemente da tutti gli attori coinvolti nella gestione dell’ambiente, e serve inoltre una nuova e migliore visione di quello che chiamiamo ‘sviluppo’».

Imprese hanno responsabilità Secondo il presidente dell’Enel, Paolo Andrea Colombo, «le imprese, in qualunque settore operino, si vedono affidare una grande responsabilità guidare il cambiamento verso un domani nel quale la nostra prosperità e la tutela dell’ambiente in cui viviamo dipenderanno dall’innovazione che sapremo realizzare oggi. Il sistema delle imprese deve concorrere ad essere il propulsore del cambiamento sociale e della coscienza ambientale e deve farsi portavoce della diffusione dell’etica del lavoro, del rispetto dei diritti umani, dell’attenzione all’ambiente, affiancandosi, con funzioni di stimolo e proposta, alle istituzioni nazionali e sovranazionali. Il sistema delle imprese – ha aggiunto – deve puntare su innovazione e progresso tecnologico, strumenti essenziali per trasformare il vincolo ambientale in un’opportunità e fare della cosiddetta ‘crescita verde’ il pilastro di un nuovo paradigma di sviluppo più sostenibile e duraturo».

Umbria terra di equilibrio uomo-ambiente Per ciò che riguarda l’Umbria, per la presidente Catiuscia Marini «qui il rapporto tra essere umano ed ambiente richiama tutti noi ad una grande responsabilità affinché esso conservi quel l’equilibrio e quel rispetto che è alla base dello spirito francescano. L’Umbria è ormai universalmente identificata come simbolo del corretto connubio uomo-ambiente, e ciò impone a chi ha la responsabilità del Governo di questa terra un onere in più. Nella nostra azione di governo siamo, infatti, impegnati per concretizzare l’interazione tra ambiente e sviluppo, paesaggio e impresa. Ciò rappresenta una grande sfida per il nostro futuro».