Dopo il taglio del rating sovrano dell’Italia attuato alla metà di giugno, come prevedibile, l’agenzia Moody’s declassa anche quello di banche, società, città e Regioni, tra le quali l’Umbria che passa da A3 a Baa2 con outlook negativo. Insieme all’Umbria hanno subito la sforbiciata anche Basilicata, Liguria, Veneto, Puglia, Sardegna, Sicilia, oltre alle città di Milano, Siena e Venezia. Più in basso del rating sovrano scendono le regioni Abruzzo e Piemonte (da Baa1 a Baa3), Calabria, Lazio, Molise e Campania (da Baa2 a Baa3), oltre alle città di Civitavecchia (da Baa1 a Baa3) e Napoli (da Baa3 a Ba1). Fra gli enti locali si segnala come per le province autonome di Trento e Bolzano il rating scenda da A1 ad A3, così come per Cassa del Trentino.
Stretti legami tra centro e periferia Il declassamento del merito di credito della Regione Umbria è quindi una conseguenza del taglio di quello sovrano. «L’architettura centralizzata del settore pubblico locale in Italia – scrive Moody’s nella nota con cui spiega le decisioni prese – stabilisce stretti legami operativi e finanziari tra i governi nazionali e quelli periferici». «Il quadro istituzionale – scrive sempre l’agenzia – non garantisce sufficiente autonomia alle Regioni e agli enti locali per resistere a un peggioramento del rating sovrano. Questi stanno contribuendo al risanamento dei conti pubblici in Italia attraverso misure di inasprimento fiscale imposti dal governo centrale, ma risorse statali inferiori e più rigorosi vincoli di bilancio hanno come conseguenza maggiore rigidità di bilancio e risultati di bilancio peggiori».
Le banche Per quanto riguarda le banche UniCredit scende da A3 a Baa2 (l’agenzia sottolinea le attività internazionali del gruppo ma anche la sua «importante esposizione al mercato domestico»), stesso taglio per Intesa Sanpaolo e Imi; scende a Baa2 anche Carifirenze, mentre Banca Monte Parma passa da Baa1 a Baa2, così come Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Banca Popolare Friuladria e GE Capital. Giù di un livello, da Baa2 a Baa3, Carige, UniCredit Leasing e Credito Emiliano, mentre scendono a Baa2 anche Cassa Depositi e Prestiti e Ismea. Nessun intervento invece sul rating Baa2 di Bnl per via del supporto finanziario di BNP Paribas.
Le società Il declassamento delle società vede Poste Italiane scendere a Baa2 da A3, mentre Eni passa da A2 ad A3. Atlantia scende da A3 a Baa1, così come Terna e la Compagnia Valdostana delle Acque, mentre Acea scende da Baa1 a Baa2. Il rating provvisorio Baa1 di Snam resta sotto osservazione così come il giudizio Baa2 di Finmeccanica, mentre l’outlook di Sias passa da stabile a negativo. Sotto osservazione per eventuali tagli il rating Baa1 di Hera. Sfuggono invece al taglio Enel e la sua controllata spagnola Endesa, Edison, A2A e Aeroporti di Roma con la controllata Romulus Finance. Nessun intervento neppure sul rating di Telecom.

