di Daniele Bovi
Dalle tantissime crisi che punteggiano il tessuto economico e sociale dell’Umbria a temi come sanità, trasporti, infrastrutture, lavoro, lotta contro gli appalti al massimo ribasso, rifiuti, piano energetico, sviluppo e molto altro ancora. Giovedì nel corso di una conferenza stampa i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno fatto il punto della situazione in vista delle tre manifestazioni nazionali in programma nei prossimi giorni e dopo l’insediamento della nuova giunta. Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini hanno chiesto un incontro alla neo presidente Donatella Tesei «anche perché le emergenze – ha spiegato Sgalla – non sono certo finite dopo il 28 ottobre».
Serve un metodo A monte però c’è da capire come sarà impostato il rapporto tra l’esecutivo e le parti sociali: «In qualche modo la giunta – prosegue il segretario della Cgil – deve rispondere sulle tante questioni aperte. In primis però bisogna capire il metodo di confronto. Veniamo dagli anni della disintermediazione, alla quale è poi seguita una discussione un po’ astratta; bisogna stabilire un metodo, cominceremo l’11 dicembre quando saremo ricevuti dall’assessore allo sviluppo economico». Intanto nel pomeriggio i tre sindacati hanno tenuto un incontro con il presidente di Confindustria Umbria Antonio Alunni per confrontarsi su alcuni dei temi citati in conferenza stampa e su altre questioni, come Impresa 4.0 e formazione.
Le vertenze Un tema caldo delle prossime settimane sarà quello delle tante crisi aperte. Dalla Tk Ast, dove venerdì e sabato ci sarà uno sciopero, alla Treofan fino alla Sogesi che «non avendo più l’appalto della sanità umbra – ha detto Sgalla – ha deciso di licenziare i dipendenti, oggi in cassa integrazione». In ballo ci sono poi oltre trenta lavoratori della Enel di Bastardo, quelli di Grancasa, i 22 delle Grafiche Trotta di Corciano, del Maglificio Losani, gli oltre 50 della Cementir di Spoleto, della ex Novelli, della Mercatone Uno fino a colossi come Unicredit che, nelle scorse ore, ha annunciato un duro piano di tagli «che riguarderanno anche l’Umbria». Intanto, il prossimo 18 dicembre la prefettura di Perugia ha convocato organizzazioni sindacali e datoriali, insieme alle istituzioni, per portare a compimento il percorso di sottoscrizione di un protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che possa, concretamente, arginare il fenomeno degli infortuni e delle morti sul lavoro (15 quelle avvenute nei primi 10 mesi del 2019) che continua a colpire drammaticamente la nostra regione.
La tre giorni di mobilitazione Quanto alle manifestazioni del 10, 12 e 17 dicembre, Sgalla, Manzotti e Bendini hanno parlato di tre giorni di mobilitazione per “presidiare” la legge di stabilità e rivendicare risposte su tre versanti fondamentali: le tante vertenze aperte, il lavoro pubblico, il nodo pensioni e non autosufficienza. «Tre appuntamenti – hanno detto – che parlano molto anche all’Umbria, dove sono decine le vertenze irrisolte e dove il tema del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali è cruciale, basti pensare alla situazione della ex Merloni, dove il 31 dicembre scadrà la cassa integrazione per 350 lavoratori umbri». Da non dimenticare poi il tema del rinnovo dei contratti che, tra pubblico e privato, riguardano migliaia di lavoratori umbri. «Porteremo a Roma – hanno aggiunto – le nostre delegate e i nostri delegati per testimoniare le difficoltà del mondo del lavoro, che nella nostra regione sono ancora più forti».
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