I vertici aziendali della Ecosuntek davanti a Piazza Affari

di Ivano Porfiri

Spunta quasi dal nulla la terza azienda umbra quotata in Borsa. Niente a che vedere con il clamore suscitato dallo sbarco a Piazza Affari da Cucinelli, ma l’approdo della Ecosuntek di Gualdo Tadino è un segnale ben preciso: su tre imprese quotate è la seconda, dopo TerniEnergia, del settore delle energie rinnovabili. Ma soprattutto è figlia della capacità imprenditoriale e della capacità di rischiare di un giovane imprenditore umbro doc.

Dalla birra all’energia Ecosuntek spa di Gualdo Tadino è capogruppo del Gruppo Ecosuntek, attivo nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. La quotazione è avvenuta giovedì 8 maggio. Nella fattispecie su Aim Italia, il Mercato Alternativo del Capitale, organizzato e gestito da Borsa Italiana spa. L’artefice della crescita della Ecosuntek è il gualdese Matteo Minelli, poco più di 30 anni, che ha preso in mano una piccola azienda di famiglia e l’ha fatta crescere diversificando gli investimenti. Il primo successo è stato ottenuto con la birra Flea, che frutta un fatturato di un milione di euro annui. Quindi la sterzata sulle rinnovabili.

Le rinnovabili Attualmente il Gruppo Ecosuntek detiene e gestisce impianti fotovoltaici con una capacità complessiva istallata di 32 megawatt, di cui 27 in Italia e cinque in Romania. Le strategie di sviluppo dell’azienda prevendono per l’immediato futuro una diversificazione nei settori del mini-eolico e mini-idroelettrico e lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili in altri importanti mercati esteri.

I dettagli La quotazione è avvenuta a seguito di un collocamento privato di 254.660 azioni ordinarie a seguito dall’aumento di capitale approvato dall’assemblea straordinaria della società il 21 novembre 2013. Il flottante della società post quotazione sarà pari al 17,51% del capitale sociale. Il prezzo unitario delle azioni è stato fissato in 21 euro e, sulla base di tale prezzo, è prevista una capitalizzazione pari a circa 30,5 milioni. Il controvalore del collocamento è pari a circa 5,3 milioni di euro. L’operazione sarà illustrata venerdì in Confindustria da Minelli alla presenza di Ernesto Cesaretti, presidente di Confindustria Umbria, Salvatore Santucci, presidente di Gepafin e Marco Tili, direttore di Gepafin.

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