di Fabio Toni
Alessandro Musaio, Fausto Cosi e Roberto Bonucci. Sarebbero questi i tre nomi scelti dalla proprietà della Novelli per formare il nuovo consiglio di amministrazione del Gruppo. A questi tre nomi ne sarebbero stati aggiunti altri due, nel caso di eventuali incompatibilità o indisponibilità. Bonucci e Cosi avrebbero comunque offerto la propria disponibilità a ricoprire l’incarico nel nuovo cda. Una triade umbro-laziale-toscana, fatta di professionisti del mondo accademico e dell’impresa, con competenze specifiche nelle ristrutturazioni d’azienda. Nomi che verranno presentati oggi alle 15 al ministero per le Attività produttive nel corso dell’atteso incontro tra proprietà, sindacati, banche e rappresentanti del ministero. In contemporanea si terranno i presidi di lavoratori di fronte agli stabilimenti umbri.
L’INTESA RAGGIUNTA IERI E IL PRESIDIO DEI LAVORATORI
I nomi Il professor Alessandro Musaio, romano, 45 anni, insegna economia aziendale alla Luiss ‘Guido Carli’. Gli istituti di credito puntano sulla sua figura e su quella di Fausto Cosi per avere garanzie e restituire fiducia e credibilità a un Gruppo sull’orlo del baratro. Cosi, 51 anni, originario di Firenzem e presidente di Andaf, ha maturato un’importante esperienza nel settore finanziario come direttore di amministrazione, finanza e controllo di importanti aziende (Sammontana) e come esperto in ristrutturazioni aziendali. Ha ricoperto anche diversi incarichi come uomo di garanzia del sistema del credito, a fronte di situazioni debitorie complesse. Infine Roberto Bonucci a rappresentare la componente umbra. Per lui, esperienze di primo piano nel mondo della pasta e del cibo: già amministratore delegato di Spigadoro, direttore generale per tre lustri all’abruzzese De Cecco e traghettatore nella fusione Petrini-Mignini che ha dato vita al colosso umbro dei mangimi.
Benedetti: siamo preoccupati «Siamo seriamente preoccupati – ha detto in mattinata il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti – per la situazione dell’azienda Novelli. E’ impensabile che i soci non trovino un accordo per raggiungere una soluzione utile a salvare un’azienda di così grande importanza per il tessuto economico e occupazionale del nostro territorio». «Una preoccupazione – ribadisce Benedetti – che condividiamo pienamente non solo con le famiglie dei lavoratori spoletini, cui desidero esprimere, a nome dell’amministrazione comunale, la nostra più sincera vicinanza, ma anche con gli oltre 700 dipendenti che lavorano negli stabilimenti dell’azienda presenti sul territorio nazionale». Nel corso della giornata tutti gli aggiornamenti.

