di Daniele Bovi

La luce in fondo al tunnel della crisi economica appare più vicina. Almeno così risulta dallo studio di Unioncamere relativo alla natalità e alla mortalità delle imprese italiane registrate presso le Camere di commercio. Nel 2010 infatti sono state registrate in Umbria 6.093 imprese mentre le cessazioni sono state 4.828: un saldo positivo pari a 1.265 imprese che significa un +1,33% rispetto al 2009, quando il tasso di crescita era stato dello 0,38%. Un tasso di crescita, quello relativo al 2010, appena inferiore a quello delle regioni del Centro nel loro complesso, che hanno fatto registrare un +1,66%.

Provincia per provincia
Nella classifica stilata provincia per provincia Terni fa segnare un +2,22% (1.636 imprese nate contro le 1.146 cessate) che significa terzo posto in Italia dietro a L’Aquila (+2,72%) e Roma (+2,42%). Il tasso di crescita che riguarda la provincia di Perugia invece (+1,06%, 4.457 imprese nate contro le 3.682 cessate) è buono per piazzarsi a metà classifica.

Soffrono le imprese artigiane
Analizzando i dati di Unioncamere più in profondità, settore economico per settore economico, si nota come anche l’Umbria non sfugge al trend nazionale che vede in forte sofferenza le imprese artigiane: 1.780 quelle registrate nel 2010 contro le 1.930 cessate. Un meno 150 sullo stock complessivo che significa -0,61% contro il -0,96% del 2009: un dato però fortemente sbilanciato territorialmente e che è indice di quella crisi che non risparmia la manifattura e il mondo delle costruzioni. Su base provinciale infatti è quella di Perugia a soffrire con le sue 157 imprese artigiane chiuse nel 2010, compensate su base regionale dalle sette nate a Terni. Positivo invece il dato che riguarda le cooperative, con 1.671 imprese nate contro le 1.658 cessate.

Cipiccia: continua l’incremento La performance della provincia di Terni è commentata con soddisfazione dalla Camera di Commercio, che con il suo presidente Enrico Cipiccia sottolinea come continui «l’incremento, iniziato a partire dal 2008, del numero complessivo delle nostre imprese, che consolida il trend positivo registrato dalla struttura imprenditoriale provinciale. La crescita del numero delle imprese del settore alloggio e ristorazione mostra una vivacità che auspico possa riflettersi positivamente anche nell’andamento dell’intero comparto turistico».

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