di C.F.
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Un nuovo concordato con conseguente annullamento delle proposte depositate in tribunale ormai quasi due anni fa. Questa la richiesta messa sul tavolo del giudice delegato Roberto Laudenzi dai legali e consulenti del Casti group nel tentativo di far ripartire da zero la procedura pendente sulla ex-Pozzi.
Nuovo concordato L’operazione, stando a quanto risulta, prevederebbe la costituzione di due nuove società amministrate sempre dai manager di Santo Chiodo che, previo accordo sindacale, procederebbero all’affitto delle due aziende di Santo Chiodo, Ims (ghisa) e Isotta Fraschini (alluminio), in attesa che nuovi investitori si facciano avanti per prendere in mano le redini degli stabilimenti di Santo Chiodo. Segno che le trattative intavolate finora, compresa quella con la cordata di imprenditori umbri, non sono andate a buon fine.
Creditori e operai in tribunale Contestualmente, è stato inserito nella proceduta un immobile di Varese di proprietà del Casti group, si tratterebbe di una palazzina di circa 3mila metri quadrati, la cui alienazione dovrebbe rappresentare una riserva finanziaria a garanzia della soddisfazione dei numerosi creditori delle due aziende metallurgiche, alcuni dei quali ieri pomeriggio hanno partecipato all’udienza, presente anche una delegazione di operai.
Parola al collegio giudicante Sulla richiesta di annullamento del concordato pendente e relativa attivazione di una nuova procedura, occorre però la pronuncia del collegio dei giudici, tanto che la decisione è stata trattenuta. Sui tempi, però, dal tribunale nessuno si è sbilanciato, mentre l’operazione messa in cantiere dal Casti group, inutile dirlo, non è piaciuta neanche un po’ a creditori e lavoratori.
