di C.F.
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Almeno 150 operai della ex-Pozzi, malgrado la pioggia battente, si sono sistemati fin dalle prime ore del mattino di fronte al tribunale di Spoleto per un presidio che arriva a margine di una lunga settimana di sciopero e della mancata firma dell’accordo sindacale che prevede, nel passaggio alle newco, la rinuncia al Tfr e ai diritti fin qui acquisiti.
Presidio Una protesta pacifica e ordinata durante la quale si è registrato l’incontro con la presidente del tribunale Emilia Bellina e il giudice Roberto Laudenzi, che fin dall’inizio segue la procedura di concordato preventivo presentata due anni fa dalla proprietà del Casti group. Ad accomodarsi di fronte ai magistrati i delegati sindacali e le rsu dei due stabilimenti del polo metallurgico, Ims (ghisa) e Isotta Fraschini (alluminio).
L’ACCORATA DIFESA DEI LAVORATORI DI MONS. BOCCARDO
«Umiliati di fronte ai nostri figli» I giudici prima di accogliere gli operai in un ufficio del secondo piano hanno comunicato, attraverso le autorità di polizia presenti, che avrebbero ascoltato i lavoratori senza, però, entrare nel merito della procedura pendente in tribunale. Al confronto, durato 35 minuti, i rappresentanti hanno letto un documento condiviso nelle ultime ore con tutte le maestranze: «Signori giudici, il nostro appello – si legge – serve solo a ribadire la nostra unica posizione in questa vicenda, quella di lavoratori impegnati massimamente nel sostenere la propria causa, ma non possiamo oltre modo scusare chi non ci considera risorse, bensì ci umilia, rendendoci impotenti di fronte ai nostri figli e alle nostre famiglie».
LANCIO DI UOVA IN CONFINDUSTRIA
Il documento letto ai giudici E poi: «Sosteniamo il lavoro come massima espressione e la storia di queste aziende lo dimostra, ma riteniamo che impegno e dedizione debbano essere principi condivisi anche da chi finora ha dimostrato scarso profilo industriale. Stiamo vivendo nell’incertezza del futuro – concludono – sapendo di giocarci una parte della nostra vita, ma sentiamo l’obbligo morale di darci dimensioni lavorative e di non firmare accordi di difficile percezione e poca realtà industriale».
Mobilitazione non condiziona concordato Ai giudici è stato poi chiesto se la mobilitazione attivata potesse in qualche modo complicare la partita giudiziaria. In questo senso, all’uscita la delegazione ha riferito che tecnicamente non ci sono connessioni con la procedura di concordato pendente e che quindi rischi, alla luce dello sciopero ma soprattutto del mancato accordo sindacale, non se ne ravvisano. Il 6 marzo scorso il Casti group ha chiesto al tribunale di aprire un nuovo concordato, autorizzando l’affitto di Ims e Isotta a due newco già costituite allo scopo di traghettare verso nuovi investitori il polo metallurgico. Il giudice delegato Laudenzi si è riservato la pronuncia che dovrà essere espressa in sede collegiale.
In queste ore Nel pomeriggio rsu e delegati sindacali incontreranno a Foligno l’assessore regionale Vincenzo Riommi, mentre per mercoledì è in programma un confronto in Comun con la presidente Catiuscia Marini. In queste ore sarà poi chiarito se i lavoratori resteranno a braccia incrociate o torneranno nei reparti.
