L'ultimo presidio di fronte al tribunale (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Anticipazione della cassa integrazione straordinaria all’ex-Pozzi, si fa avanti il Monte Paschi. Sono stati illustrati durante l’assemblea dei lavoratori di lunedì mattina direttamente da alcuni funzionari della filiale spoletina dell’istituto di credito, i termini dell’operazione che per il momento interesserà le circa 200 tute blu in forze alla Ims per le quali è stata attivato nel febbraio scorso l’ammortizzatore straordinario.

VIDEO. LA PROTESTA DEGLI OPERAI A CONFINDUSTRIA

I LAVORATORI SCENDONO IN STRADA. FOTOGALLERY

Anticipazione cassa Gli operai della ghisa, stando a quanto risulta, potranno beneficiare di un’anticipazione massima di 6 mila euro a cui sarà applicato un tasso di interesse lordo dello 0.20%. L’accordo dovrebbe essere perfezionato a stretto giro risolvendo uno dei nodi più sensibili della vertenza per le maestranze che, come hanno ricordato in una nota congiunta i sindacati, «sono ancora in attesa del pagamento di tre mensilità».

VIDEO. LE RISPOSTE DEL SINDACO BENEDETTI

IMS. GLI OPERAI TORNANO IN COMUNE. GALLERY

Dubbi su appetiti israeliani All’assemblea di lunedì hanno partecipato anche i due commissari giudiziali nominati dal tribunale, Marco Silvestrini per la Ims ed Eros Faina per Isotta Fraschini, con il primo che ha espresso perplessità sulla trattativa con gli israeliani di Mogdal Metal e di Cukierman bank. Dubbi condivisi dai sindacati che scrivono: «Dalla discussione con i lavoratori è emersa, in tutta la sua drammaticità, la perdurante incertezza rispetto alla possibilità di concrete offerte per il rilancio di Ims e, di conseguenza, per la tenuta occupazionale dell’importante azienda spoletina».

IL CORTEO DELL’EMERGENZA LAVORO. LE IMMAGINI

Sindacati: «Rilanciare un tavolo istituzionale» Inutili i tentativi dei sindacati che più volte hanno richiesto un incontro urgente con i vertici aziendali e la proprietà del Casti group che, si legge nella nota, «a tutt’oggi non è ancora stato convocato». Da qui la necessità, ribadita compattamente dalle organizzazioni, di rilanciare un tavolo istituzionale sulla delicata vertenza.

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