di Daniele Bovi
E’ un primo trimestre dell’anno «particolarmente deludente» quello rilevato da Confindustria Umbria in un’indagine congiunturale diffusa giovedì. Così deludente da parlare di «un’altra primavera compromessa» caratterizzata dal «segno negativo». Il primo fattore analizzato da Confindustria riguarda la produzione dell’industria manifatturiera: il 31% delle imprese dichiara che è «stabile» rispetto ai primi tre mesi del 2011, il 12,7% registra un calo di oltre il 5% mentre quasi il 30% tra l’uno e il cinque per cento. Dall’altro lato il 18,3% spiega che la produzione è cresciuta tra l’uno e il cinque per cento mentre l’11,3% sostiene che la propria produzione si è attestata tra un +1% e un +2,5%. A preoccupare Confindustria è la maggiore incidenza delle imprese che dichiarano di aver ridotto i livelli di attività produttiva: erano, tre mesi fa, all’incirca un quarto del totale e sono ora un po’ più di un terzo.
L’analisi All’interno del settore manifattura lo scenario è diversificato. La meccanica mostra infatti performance più regolari mentre i dati dell’alimentare parlano di un 44% di imprese che osservano una produzione stabile rispetto al primo trimestre 2011. La nota negativa sta nel fatto che la percentuale si dimezza se il paragone viene fatto con l’ultimo trimestre dell’anno. Segno, nota Confindustria, di un aggravarsi della crisi. L’analisi si sviluppa poi prendendo in considerazione le dimensioni dell’impresa, divise in due classi: quelle con più di 20 dipendenti e quelle con meno di 20. Riguardo alle prime (il confronto in questo caso è con i mesi che vanno dall’ottobre al dicembre scorso) il 30% dichiara una produzione stabile mentre il 14,3% aumenti di oltre il 5%. L’arretramento è più forte per le piccole, che nel 21% dei casi spiega di aver visto la produzione calare di oltre il 5%. Venerdì mattina invece toccherà a Unioncamere presentare, a Perugia, il nuovo «Osservatorio economico dell’Umbria» e i risultati dell’indagine congiunturale del settore manifatturiero e commerciale.
Cassa integrazione Numeri tutt’altro che positivi sono poi quelli diffusi dalla Cgil sulle ore di cassa integrazione erogate nei primi cinque mesi dell’anno. Secondo l’osservatorio nazionale del sindacato di Susanna Camusso quella ordinaria è aumentata del 71% rispetto ai primi cinque mesi del 2011 mentre quella in deroga tocca il picco delle nove milioni di ore erogate, che tradotto in percentuale significa +17%. Quindicimila, su un totale di 31.621, i lavoratori a zero ore. In dettaglio la Cigo vede 3.407 lavoratori a zero ore, 1.845 in straordinaria e ben 10.558 che usufruiscono di quella in deroga. «E’ necessario – spiega in una nota Mario Bravi, segretario regionale Cgil – realizzare un piano per il lavoro che dia risposte concrete ed efficaci. Dovrebbe essere evidente a tutti che il lavoro è la vera emergenza del Paese e dell’Umbria. Di fronte a questa crisi profonda è necessario rilanciare gli investimenti pubblici».

