Palmiro Giovagnola, presidente di Crediumbria

CrediUmbria ha rinnovato il proprio Consiglio di amministrazione. L’Assemblea dei soci, riunita in seduta ordinaria, ha scelto (per la prima volta attraverso il metodo dello scrutinio segreto), i componenti del nuovo organismo che passano da 15 a 11.

I nomi Questi i nomi degli eletti: Michele Caciotto, Giancarlo Faltoni, Cristian Giardini, Palmiro Giovagnola, Marica Sacconi, Michele Verdi, Clara Codini, Gino Mechelli, Luciano Mescolini, Carmelo Campagna e Antonella Paolucci. Rinnovati anche il Collegio sindacale (Libero Mario Mari, Ida Calzini, Marta Lucciola, Andrea Busso e Giuseppe Serafino Rocchini) e il Collegio dei probiviri (Lanfranco Bricca, Pietro Calisti, Stefano Magionesi e Giacomo Vannucci).

Ok bilancio L’Assemblea dei soci, nella stessa seduta, ha inoltre approvato il Bilancio 2014 che si è chiuso con un utile netto di 309 migliaia di euro. Un risultato che, come spiegato dal presidente Palmiro Giovagnola e dal direttore Stefano Capacci, è determinato prevalentemente dalla scelta di incrementare, prudenzialmente, gli accantonamenti che nel 2014 sono stati pari a 12 milioni, a fronte dei 6,7 effettuati nel 2013.
Positivo l’andamento della raccolta, diretta, ma soprattutto indiretta, che in termini assoluti, al 31 dicembre dello scorso anno aveva raggiunto i 438 milioni di euro. La raccolta diretta ha segnato un +0,88% rispetto al 2013, in virtù soprattutto di un incremento dei conti correnti che hanno registrato nel 2014 un significativo +10%. Ma è la raccolta indiretta ad aver manifestato un significativo aumento, che tradotto in termini percentuali è pari al 9,71% rispetto all’anno contabile precedente. Risultato conseguito grazie ad aumenti sul piano del risparmio amministrato (+6,86%), sul piano del risparmio gestito (+20,48%) e della raccolta fondi (+13,66%). Gli impieghi economici lordi, pari a 345 milioni di euro, seppur in flessione, fanno rilevare un interessante segnale di ripresa nell’erogazione dei mutui, in crescita del 2,95%. «Anche per il 2014 la politica della Banca – ha quindi spiegato Capacci – è stata quella di compiere una adeguata copertura del credito deteriorato». Ciò ha determinato un notevole innalzamento delle percentuali di copertura delle “sofferenze”, salite dal 49,15% del ’13 al 58,32% del ’14 e in generale di tutto il “credito deteriorato”, passato dal 31,49% del ’13 al 40,43% del ’14. “Grazie alle politiche di accantonamento ai fondi – ha aggiunto il direttore – il credito deteriorato netto rispetto al precedente esercizio ha registrato una generalizzata flessione”.

Fieno in cascina «Abbiamo puntato a ‘mettere fieno in cascina’ – ha commentato il presidente Giovagnola – e questo ci ha premiato poiché abbiamo dimostrato di essere capaci di fare reddito. Se sommassimo l’utile netto agi accantonamenti per il credito deteriorato, la redditività risulterebbe la più alta degli ultimi sette anni». Abbandonandosi poi a considerazioni più generali, Giovagnola ha parlato di «una Banca dalle basi solide, ancora in mezzo alla tempesta, ma capace di affrontarla e attraversarla». Intanto si guarda al futuro immediato, poiché le scelte che a breve interesseranno il sistema del credito cooperativo italiano saranno profonde. «Non è più rinviabile un processo di riforma del settore – ha concluso Giovagnola -. A questo sta lavorando il nostro Movimento nazionale e su questo l’Assemblea dei soci sarà chiamata ad esprimersi. Il modello di ‘banca rurale’ che abbiamo conosciuto per cento anni è avviato al tramonto».

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