di Fra. Tor.
È l’innovazione sostenibile il tema centrale della sezione della chimica di Confindustria Umbria, una delle 17 sezioni di categoria in cui è articolata la nuova Confindustria regionale che raggruppano le imprese associate distinguendole in base all’attività esercitata.
Elezioni Presidente della sezione è stato eletto Giuseppe Cioffi, amministratore delegato della Tarkett di Narni Scalo, azienda multinazionale leader nel settore dei pavimenti resilienti e parquet. Vice presidente sarà, invece, Paolo Bazzica del gruppo Bazzica di Trevi, impresa con una esperienza decennale sulla trasformazione del polistirolo e polipropilene espanso che trovano impiego in moltissimi settore dall’edilizia al commercio.
Sinergie Il neo eletto Cioffi ha sottolineato che «la condivisione delle conoscenze e competenze chiave è fondamentale per favorire nuove collaborazioni ed attivare sinergie nel nostro settore, per questo continueremo a organizzare periodicamente visite aziendali che ci consentono di entrare in contatto con realtà industriali molto innovative». E proprio l’innovazione sostenibile «è e sarà il nostro tratto distintivo. Il punto di partenza sarà il cluster della chimica verde che va ben oltre la chimica e punta all’evoluzione sostenibile di tutta l’economia». E proprio nei giorni scorsi sono stati fatti i primi passi operativi per l’avvio delle attività del cluster con la presentazione della prima fase di analisi del sistema chimica verde in Umbria.
Il piccolo politecnico Alla chimica verde sarà collegato anche il corso di specializzazione biennale post diploma dedicato alle biotecnologie che nascerà nell’ambito dell’Its umbro ‘Nuove tecnologie per il made in Italy’. L’Its – Istituto tecnico tuperiore – è una sorta di piccolo politecnico all’interno del quale vengono attivati percorsi formativi in diversi ambiti settoriali a beneficio delle imprese dei rispettivi comparti. Attualmente sono già partiti i percorsi dedicati al sistema ‘Meccanica-Meccatronica’, ‘Casa’ e al sistema ‘Agroalimentare’.
L’obiettivo principale di questo nuovo iter formativo, ha spiegato Cioffi, «sarà quello di forgiare dei tecnici con competenze distintive nell’ambito della chimica sostenibile e delle bio-tecnologie. Le imprese, e in particolare quelle che faranno parte del cluster della chimica verde, dovranno assumere un ruolo centrale e attivo nella definizione e realizzazione dei programmi didattici contribuendo direttamente alla formazione di personale tecnico coerente con i propri fabbisogni».
