Cesaretti questa mattina nel corso dell'assemblea (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

«La verità è che nonostante gli sforzi che quotidianamente stanno compiendo da oltre due anni per resistere a questa crisi senza precedenti, gli imprenditori si scontrano con una realtà fatta di incertezze e di preoccupazioni di fronte a una ripresa che non riesce a consolidarsi, soprattutto nel nostro Paese». Non si nasconde le difficoltà che dovrà affrontare, Ernesto Cesaretti, l’imprenditore che dopo i due mandati consecutivi di Antonio Campanile, prende le redini di Confindustria Perugia, con l’investitura formale nel corso dell’assemblea annuale cui partecipa anche il presidente nazionale di Confindustria, Emma Marcegaglia.

Marcegaglia contestata Un gruppo di operai della Cgil ha bloccato l’ingresso della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, davanti alla sede dove si tiene l’assemblea generale di Confindustria Perugia. Alcune persone si sono sdraiate a terra impedendo il passaggio dell’auto e urlando slogan contro Confindustria. La situazione si e’ sbloccata dopo circa dieci minuti quando gli operai hanno consentito il passaggio della Presidente degli industriali sottolineandolo con applausi ironici.

Il nuovo presidente Classe 1942, Cesaretti è presidente della Scai Spa e della Fratelli Cesaretti srl (attive nella produzione di componentistica per macchine movimento terra), oltre che consigliere di amministrazione della Cesaretti Agricoltura srl. Al suo fianco come vicepresidenti siederanno: Massimo Calzoni (Calzoni spa), Francesca Colaiacovo (Colacem spa) e Luca Tacconi (Fonderie e Officine Meccaniche Tacconi spa).

La presidente Emma Marcegaglia (Foto F.Troccoli)

L’eredità di Campanile Congendandosi dall’incarico, lo stesso Campanile sottolinea «la gravità del momento» che rende «ancora più urgente e necessario dare vita a una radicale azione riformatrice, con l’adozione di politiche strutturali incisive e credibili». Anche in Umbria per Campanile occorre «ripristinare le condizioni funzionali allo sviluppo». Esprimendo apprezzamento per la collaborazione con le istituzioni, Regione in primis, il presidente uscente afferma la necessità di «accelerare» la realizzazione di politiche che lo favoriscano. Come eredità, infine, Campanile lascia l’idea di affrontare in una Conferenza regionale sull’Umbria o nell’ambito dell’Alleanza per l’Umbria i temi fondamentali per il futuro dell’Umbria.

Cesaretti: due problemi E alla continuità si richiama il nuovo presidente nelle sue linee programmatiche, individuando due grandi problemi da affrontare: la crisi economica e quella dei sistemi di rappresentanza. Per il primo versante, Cesaretti nota come «le due manovre di finanza pubblica che si sono succedute in questi ultimi mesi e il dibattito che ne è scaturito accrescono le preoccupazioni di cittadini e imprenditori. La critica più diffusa è che le scelte del governo risultano ancora dettate da obiettivi di contenimento della spesa senza la previsione di interventi strutturali capaci di incidere sullo sviluppo e sulla crescita».

Le vie di uscita Per ciò che riguarda le direzioni da seguire per cercare di uscire dalla crisi, Cesaretti indica l’internazionalizzazione, la creazione di reti tra imprese e la scommessa su ricerca e innovazione. In questo ultimo versante il nuovo presidente guarda con fiducia ai Poli di innovazione. «Si tratta ora di dare corpo alle idee – dice – attraverso programmi operativi su cui i costituiti Poli e le aziende che vi hanno aderito stanno già lavorando». Riguardo al ruolo di Confindustria, il leader degli industriali definisce come obiettivi prioritari la vicinanza ai soci, la crescita in efficienza ed autorevolezza verso l’esterno, il consolidamento delle relazioni con le altre associazioni di categoria.

Marcegaglia, Catiuscia Marini e il giornalista del Corsera Aldo Cazzullo (Foto F.Troccoli)

Per le imprese Sul fronte interno, Cesaretti si impegna perciò a un forte ascolto verso le imprese. La fase di profonda trasformazione che le attraversa, infatti, richiede ai sistemi associativi di rappresentanza imprenditoriale la ricerca di nuove modalità di azione a supporto delle aziende associate.  Auspica inoltre che nelle riunioni della Giunta si dedichi «il massimo spazio al confronto sulle tematiche di politica industriale o sugli argomenti legati di volta in volta al dibattito sulla economia o sui provvedimenti regionali». Confindustria Perugia, quindi, «pur mantenendo la sua autonomia, indipendenza ed equidistanza dalla politica, potrà e dovrà essere sempre più un attore della vita della nostra regione».

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