di Ivano Porfiri
«Pur nelle difficoltà del contesto economico nazionale ed internazionale, non smettiamo di essere fiduciosi, perché sperimentiamo quotidianamente l’impegno, la forza, la determinazione degli imprenditori ad andare avanti». È ottimista il presidente di Confindustria Umbria, Ernesto Cesaretti. Un ottimismo, ribadito nella sua relazione di apertura all’Assemblea annuale degli industriali, che si basa sui numeri. « Le imprese locali – ha detto – hanno investito, e continuano a farlo. Negli ultimi cinque anni hanno mostrato una significativa propensione agli investimenti, con un incremento medio annuo del 20%. Hanno aumentato il livello di patrimonializzazione, che è arrivato ad incidere per il 22% sul totale attivo (la media per le imprese lombarde è il 25%). Hanno diversificato le fonti di accesso alla finanza, dato vita ad aggregazioni, intensificato gli sforzi per sviluppare nuovi prodotti. Stiamo assistendo ad un’evoluzione del tessuto produttivo, che non è più quello di 10 anni fa, e che si sta preparando ad affrontare con successo il futuro». Cesaretti ha invitato a diventare «esperti di futuro», il che «non significa però essere ignoranti del passato: in Umbria vantiamo una tradizione industriale di grandissimo valore, che è il presupposto migliore per l’avvenire».
Referendum costituzionale Come già fatto a livello nazionale, anche Confindustria Umbria si schiera apertamente in vista della consultazione del 4 dicembre. «Il nostro “si” al referendum, deliberato a giugno dagli organi centrali – ha sottolineato Cesaretti – non esprime una scelta a favore di un partito o di un governo, ma sottolinea come la modifica del testo costituzionale sia il modo migliore per proseguire il cammino di modernizzazione di cui il Paese ha enorme bisogno, e di cui le imprese sentono la necessità. La partecipazione alla vita democratica – ha aggiunto – non è alternativa alla sua efficienza, per cui non vi è contraddizione tra l’esercizio della rappresentanza d’interessi e la maggiore velocità del procedimento legislativo. Se non avessimo questa certezza, non saremmo tra i sostenitori della riforma costituzionale. È necessario avere Istituzioni più moderne».
Riforme e Legge di stabilità L’associazione del industriali apprezza «le riforme varate dal Governo in materia di mercato del lavoro, scuola, pubblica amministrazione, fisco». «Occorre però – dice Cesaretti – intervenire sulla maggiore detassazione dei premi di produzione, per facilitare lo scambio tra salario e produttività. Riteniamo che debbano essere alzati sia i tetti dei premi che i livelli dei redditi di riferimento. La prossima Legge di stabilità dovrebbe adottare questa prospettiva, che può determinare effetti positivi anche sulla domanda».
Industria 4.0 Il presidente ha ricordato i tre progetti lanciati nell’ultimo anno e che si stanno sviluppando. «Stare nel futuro – per Cesaretti – vuol dire soprattutto attuare la quarta rivoluzione industriale». Quindi ha citato il progetto del Governo chiamato Industria 4.0 di cui però oggi «solo 4 imprese su 10 sono consapevoli di cosa significhi. La fabbrica intelligente, che è l’insieme integrato di persone, oggetti e sistemi in una rete digitale, capace di auto-organizzarsi, creerà maggiore valore per le imprese e per le filiere. Siamo davvero solo alle primissime battute. Il lavoro è quasi tutto da fare, però non siamo in ritardo».
Un Hub in Umbria A questo proposito, in Industria 4.0, oltre ad agevolazioni specifiche, quali l’iperammortamento con aliquota al 250%, e l’innalzamento al 50% del credito di imposta, c’è la previsione di creare una rete nazionale di centri che fungano da cinghia di trasmissione tra mondo della ricerca e dell’industria, denominati Digital Innovation Hub. «Poiché secondo il Governo gli “Hub digitali” potrebbero essere localizzati presso le sedi di Confindustria – ha detto Cesaretti -, ritengo che sia interesse comune verificare la possibilità di istituirne uno in Umbria, presso la nostra organizzazione, tenuto conto che avrebbe una operatività condivisa con le regioni limitrofe. Mi rivolgo al sottosegretario De Micheli e alla presidente Marini per segnalare questo auspicio».
Infrastrutture Il presidente degli industriali ha parlato anche dell’annoso tema delle infrastrutture. «Nonostante il completamento del tratto umbro della Perugia-Ancona e della Foligno-Civitanova il mondo non lo abbiamo avvicinato a sufficienza. Salutiamo certo con grande soddisfazione queste opere. Resta tuttavia il problema della migliore connessione stradale con il nord del Paese. La messa in sicurezza della E45, o la sua eventuale trasformazione in autostrada, sono progetti la cui esecuzione deve essere accelerata. Per non parlare della rete e dei collegamenti ferroviari, ancora lontani dal soddisfare le esigenze logistiche delle imprese e dei cittadini». Sull’aeroporto «per il futuro è essenziale realizzare un collegamento con importanti centri nevralgici del nord Italia».
Export Cesaretti ha anche parlato della necessità di rafforzare le “reti di imprese” e l’export. «Sono aumentate le missioni, si sta allargando la platea di aziende che operano con continuità nei mercati non domestici. Questo modo di operare ha dato i suoi primi risultati positivi in Argentina, Bolivia, Paraguay e Tunisia, porta d’accesso al nord Africa».
Terremoto e edilizia Infine un accenno al terremoto, per dire che «se gli abitanti di Norcia e dei paesi limitrofi non sono entrati nella triste contabilità delle persone scomparse, lo si è dovuto anche alla qualità della ricostruzione realizzata dalle nostre imprese edili. Il modello umbro non è stato solo uno schema amministrativo, è stato la messa in rete di quanto di meglio sapesse esprimere l’industria delle costruzioni. Un’industria che non possiamo abbandonare, ma che dobbiamo rivitalizzare».
Boccia: «Umbria deve crescere» Il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, parlando con i cronisti a margine dell’assemblea annuale degli industriali umbri. «Il presidente Ernesto Cesaretti – ha detto Boccia – ha sottolineato l’importanza di cavalcare la quarta rivoluzione industriale da parte dell’industria italiana. Partendo dalla grande questione industriale che riguarda anche questa regione, come l’Italia. Considerando che i mercati globali sono mercati di nicchia e i mercati di nicchia sono mercati per noi italiani. Occorre una grande convergenza, dal di dentro delle fabbriche per crescere culturalmente e dimensionalmente. E una politica economica delle Regioni e del Governo che sia convergente con questa linea orientata alla crescita del Paese e delle aziende. Le questioni che Boccia pone all’attenzione della politica economica sono «produttività e investimenti privati, finanza per le imprese, semplificazione e infrastrutture». «E’ evidente che la dotazione infrastrutturale di un Paese e di una regione come l’Umbria – ha aggiunto – è una precondizione per la competitività. Occorre fare in modo che le politiche regionali convergano con quella nazionale per avere un’unica politica economica del Paese e quindi farlo diventare più competitivo».
Messaggio del sottosegretario Il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli non ha potuto partecipare all’Assemblea, ma ha inviato un messaggio video: «Sono giorni – ha detto – in cui stiamo costruendo una serie di misure che riteniamo siano utili e necessarie per riuscire a spingere più in su questa crescita che non è ancora quella che si meritano il paese e il sistema industriale. Stiamo prevedendo misure di sostegno soprattutto agli investimenti delle imprese. Riteniamo che gli obiettivi che ci siamo prefissi, proprio nella nota aggiornamento al Def, siano raggiungibili anche perché arriveranno a regime alcune misure messe in campo lo scorso anno o che ancora non hanno dato tutti i loro effetti positivi come ad esempio quelle riguardanti gli investimenti pubblici. E poi ci saranno misure per rafforzare un comparto fondamentale che è l’edilizia con i bonus legati alla messa in sicurezza degli edifici e all’efficienza energetica. Riteniamo di poter allargare la platea di coloro che possono accedere al bonus e quindi aumentare il numero degli interventi di ristrutturazione in funzione antisismica».
Paparelli: «Industria 4.0 e banda larga» Il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, ha sottolineato l’importanza dell’impatto che il piano Industria 4.0 potrà avere anche in Umbria. «Prevede – ha rimarcato – una forte concentrazione in termini di politiche industriali sui temi dell’innovazione penso ad esempio ad alcune delle misure proposte che rappresentano indiscutibilmente una importante opportunità per tutte le imprese. Io penso che siamo sulla strada giusta se considero quello che viene messo in campo in termini di politica industriale sulla base di due valutazioni fondamentali. Primo, deve rimediare a qualche fallimento di mercato. Secondo, lo strumento utilizzato deve essere di provata efficacia». Sulle politiche regionali, secondo il vicepresidente, «i cluster e le filiere tecnologiche-produttive che possiamo costruire in Umbria si prestano a fare da volano alla rivoluzione industriale 4.0, in quanto fanno coesistere territorialmente eccellenze scientifiche e imprenditoriali, creando e consolidando nel tempo reti di collaborazione e cooperazione in ambiti strategici per la crescita economica». Paparelli ha insistito poi sulla «diffusione delle tecnologie che permettano alle imprese di inserirsi nelle catene globali del valore». In particolare «gli investimenti sulla banda larga verso cui abbiamo indirizzato risorse per oltre 45 milioni di euro». «In Umbria – ha concluso Paparelli – penso quindi che abbiamo tutte le condizioni per andare in una direzione coerente ed integrata con quella nazionale e vogliamo che su queste traiettorie sia possibile continuare ad accompagnare le misure nazionali soprattutto con riferimento al tema degli investimenti anche in quei settori del made in Italy in cui possiamo oggi vantare eccellenza che anch’essa necessitano però di cogliere le opportunità del ciclo tecnologico in atto».
