Martedì 26 luglio una delegazione di 20 imprenditori di Confagricoltura Umbria incontrerà l’Assessore Cecchini per affrontare la drammatica situazione legata ai mancati pagamenti delle misure Psr
Sono oltre 10mila le aziende agricole umbre in attesa dei contributi del piano di sviluppo rurale. Si tratta di una situazione drammatica e non più sostenibile per gli agricoltori umbri, ormai sull’orlo della crisi. Per tale ragione Confagricoltura Umbria con una delegazione di 20 imprenditori agricoli incontrerà il 26 luglio, alle 11, l’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini. «Si tratta – fa sapere Confagricoltura Umbria – di un appuntamento di assoluta rilevanza, poiché è nostra intenzione affrontare sia i problemi legati al contingente che il funzionamento del sistema in prospettiva. Le difficoltà e le lentezze, più volte denunciate da Confagricoltura Umbria, affliggono il mondo agricolo e prolungano la situazione di inefficienza. Non possiamo che sottolineare come la gravità della situazione stia ponendo i nostri associati di fronte a difficoltà pesantissime, aprendo la strada al fallimento o, nella migliore delle ipotesi, a pesanti esposizioni bancarie. Rammarica inoltre dover constatare che agli impegni assunti da Agea, precedenti al Commissariamento, in occasione del vertice svoltosi a Perugia lo scorso 18 maggio tra Regione Umbria, Agea, Arusia, Confagricoltura e Cia non siano seguiti fatti concreti».
«Ad oggi – prosegue Confagricoltura Umbria – non è arrivato alcun soldo ai nostri agricoltori. Parliamo di somme dovute in virtù di investimenti già fatti da mesi e che perciò rappresentano un irrinunciabile e legittimo diritto, o, nel caso di pagamenti agro ambientali, un ristoro per il mancato reddito derivante da comportamenti virtuosi per l’ambiente. La verità è che talune condizioni che si perpetuano da anni con vane rassicurazioni rischiano di compromettere definitivamente il bilancio delle aziende agricole, già alla prese con le difficoltà del comparto, a cominciare dall’aumento dei costi di produzione. La mancanza dei pagamenti rappresenta un’ulteriore aggravio di tali costi con inevitabili contrazioni pesantissime di reddito. E’ quanto mai improrogabile perciò, secondo Confagricoltura, la necessità di un’urgente e profonda sburocratizzazione delle procedure che giocano un ruolo fondamentale sulla competitività del sistema agricolo, oltreché una assunzione di responsabilità da parte di tutti i titolari dei passaggi del provvedimento».
«Gli agricoltori non possono fallire perché di fondo c’è una inconcepibile difficoltà di dialogo fra i sistemi operativi centrali e periferici, con il conseguente incaglio di numerose pratiche di pagamento. Se il sistema non ha funzionato – rimarca Confagricoltura Umbria – evidentemente va cambiato. Né si possono sempre eludere certe responsabilità. Al contrario andrebbe previsto un sistema di tracciabilità delle responsabilità anche per la pubblica amministrazione perché le aziende agricole, malgrado la lunga congiuntura negativa, malgrado la crisi dei consumi e la netta chiusura del sistema creditizio, continuano con sacrificio a salvaguardare i livelli occupazionali ed a produrre PIL in questa regione. Speriamo perciò che l’impegno assunto in più battute da parte della Regione Umbria porti urgentemente a soluzioni utili a chiudere definitivamente questa annosa partita, altrimenti le vie legali saranno l’ultima possibile alternativa al male peggiore. Non vogliamo entrare nel merito delle vicende di Agea, ma va sottolineato che il sistema agricolo si aspetta maggiore efficienza . E’ indispensabile che Agea, ancor più per le attuali criticità del settore, adempia con la massima tempestività all’erogazione dei fondi comunitari».

