di Ivano Porfiri
I comuni umbri spendono la parte più rilevante dei loro soldi per l’amministrazione, seguita dalla gestione del territorio e dai trasporti. In verità in Italia sono poche le regioni dove al primo posto non ci sia la macchina amministrativa: al Centro-Nord solo Toscana e provincia autonoma di Bolzano. È l’Istat a fare i raggi X ai bilanci consuntivi delle Amministrazioni comunali. L’anno di riferimento è il 2014.
Migliora l’autonomia Nel 2014, rispetto al 2013, il grado di autonomia impositiva dei comuni umbri è cresciuto dal 66,4 al 71,8%. Parallelamente è aumentato anche il grado di autonomia finanziaria, passando dall’85,4 all’89,6%. Cala il grado di dipendenza erariale dall’8,2 al 4,8%, così come il grado di rigidità strutturale dal 69,3 al 65%. Di poco, ma diminuisce anche l’incidenza della spesa per il personale, dal 25,5 al 24,8% (pur restando al di sopra della media italiana del 23,6%).
Spesa complessiva Come spendono i soldi i comuni? La somma totale delle spese è di 954 milioni, pari a 1.066 euro pro capite. Così suddivisa: 287 milioni (321 euro pro capite contro una media nazionale di 311) per Amministrazione, gestione e controllo; 260 (290 euro pro capite) per Territorio e ambiente; 111 (124 euro pro capite) per Viabilità e trasporti; 98 (110 euro pro capite) per il Sociale; 82 (92 euro pro capite) per Scuola e istruzione.
Entrate correnti Le entrate correnti dei comuni umbri ammontano a 867 milioni di euro, ovvero a 969 euro pro capite. Di queste, la gran parte (623 milioni cioè 695 euro pro capite pari al 71,8%) vengono da tasse e tributi. Contributi e trasferimenti sono, invece, pari al 10,4% e valgono 90 milioni cioè 102 euro pro capite. Infine, le entrate extra tributarie pesano per il 17,8% e valgono 154 milioni pari a 172 euro pro capite.
Spese correnti Il totale delle spese correnti, infine, vale 776 milioni pari a 868 euro pro capite. Per il 58% vengono spesi per l’acquisto di beni e servizi (450 milioni l’anno pari a 503 euro pro capite); per il 27,7% cioè 215 milioni di euro l’anno pari a 240 euro a cittadino per il personale; per il 14,3% (11 milioni cioè 125 euro pro capite) per altre spese correnti.
