I lavoratori Colussi sotto la sede di Confindustria (foto © Fabrizio Troccoli)

A qualche ora dal nuovo round di mercoledì nella sede perugina di Confindustria, si torna a parlare della vertenza Colussi e, in particolare, del ruolo che la Regione può svolgere. «Qualora l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori non abbiano a conseguire alcun accordo entro il prossimo 25 novembre convocheremo formalmente le parti». A dirlo, in consiglio regionale, è stato il vicepresidente della giunta Fabio Paparelli rispondendo a un’interrogazione del pd Giacomo Leonelli. Paparelli ha ricordato che dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 125 persone la prima fase della trattativa scadrà il 25 novembre; dopo, se tra azienda e sindacato non c’è un accordo (che al momento pare lontano) può entrare formalmente in campo Palazzo Donini: «Ci saranno ulteriori 30 giorni – ha detto Paparelli – concessi per l’esperimento della cosiddetta fase amministrativa, una fase in cui la Regione è chiamata formalmente a convocare le parti, alla ricerca di una soluzione». Insomma, il limite per trovare un’intesa è Natale.

IL RISCHIO DELLA ‘GUERRA’ TRA LAVORATORI
CRISI, IN 10 ANNI IN UMBRIA 24 MILA DISOCCUPATI IN PIÙ

La risposta Paparelli nella sua risposta oltre a ricordare tutte le tappe della vicenda è tornato a sottolineare che la Regione è pronta a fare la sua parte («possiamo mettere a disposizione tutti gli strumenti di cui disponiamo») e ha nuovamente chiamato la parte datoriale a fare la propria: «Questa fase chiede una assunzione di responsabilità collettiva – ha detto – anche da parte delle associazioni datoriali che rappresentano questi settori e a cui abbiamo chiesto il 16 ottobre di essere parte dirigente per dare una mano a una possibile soluzione delle vertenze in atto». Con la sua interrogazione Leonelli chiedeva «quali siano gli intendimenti della giunta al fine di tutelare i lavoratori della Colussi di Petrignano visto l’aggravarsi della situazione occupazionale e quindi nel portare all’attenzione del governo tale importante problematica». «Ringrazio Paparelli per la nettezza delle parole – ha replicato il segretario dem – che auspico sia trasmessa anche a chi siederà al tavolo della trattativa e spero che l’elemento nuovo della disponibilità della Regione sia un segnale importante. Fermo restando che l’azienda dovrà attingere a tutti gli strumenti di tutela dei lavoratori, a cominciare dai possibili ammortizzatori sociali».

COLUSSI, PROPOSTO MINI-TAGLIO DEGLI ESUBERI
COLUSSI, NIENTE TAVOLO GOVERNATIVO

Ricci mediatore Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale di opposizione Claudio Ricci, secondo il quale «occorre sollecitare il Governo, la Regione e i sindacati affinché, unitamente alla Colussi, si possa trovare una soluzione adeguata che medi le esigenze dell’azienda con la tutela del lavoro che oggi è da considerare sacro. Per quanto possibile, anche per i lunghi anni (quasi venti) nei quali ho avuto incarichi amministrativi ad Assisi (fra cui sindaco per due mandati), e avendo sempre apprezzato l’impegno dell’azienda Colussi nello sviluppo dell’impresa, rivolgo un appello al fine di tutelare i posti di lavoro (in particolare al presidente Angelo Colussi) e mi rendo disponibile anche a sostenere attività di mediazione possibile, nei limiti degli ambiti afferenti al mio ruolo istituzionale».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.