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La sede della Fdm a Ponticelli

Due giorni di sciopero allo stabilimento di Ponticelli (Città della Pieve) della Fdm, azienda nazionale che opera nel settore dell’archiviazione documentale). La decisione dell’azienda di tagliare la forza lavoro in maniera consistente, scongiurata nel mese di febbraio con l’utilizzo della cassa integrazione, si ripresenta oggi con 16 licenziamenti annunciati, di cui 5 (su 21 totali) dello stabilimento umbro. «L’azienda – dicono Ricardo Giulivi della Filcams Cgil di Perugia e Mauro Moriconi, responsabile territoriale per la Cgil provinciale – ha respinto tutte le proposte del sindacato mirate alla riduzione al minimo dell’impatto sociale della crisi, ovvero rinnovo della cassa integrazione straordinaria, incentivi all’esodo, utilizzo del part-time. Ed è per questo che la Filcams ha proclamato due giornate di sciopero: la prima per venerdì, con un presidio che si svolgerà dalle 9 davanti ai cancelli dello stabilimento, durante il quale la Filcams di Perugia e la Rsu, in una conferenza stampa, spiegheranno le ragioni della protesta e illustreranno nel dettaglio le richieste dei lavoratori; la seconda per mercoledì 25 in concomitanza con il previsto incontro al ministero del Lavoro a Roma».

Prc al fianco dei lavoratori «Domani mattina – scrive in una nota Oscar Monaco, responsabile lavoro della segreteria provinciale del Prc – saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Fdm che sciopereranno per protestare contro l’ennesima procedura di mobilità avviata dalla proprietà a fine luglio, procedura che dovrebbe riguardare un operaio su quattro. Nonostante tutti i percorsi tentati da gennaio dai sindacati per scongiurare il provvedimento, non vorremmo che si stia cercando di spingere i lavoratori ad accettare volontariamente la mobilità, in barba alla possibilità di mettere i lavoratori in cassa integrazione e al via libera del Ministero rispetto all’eventualità di ricorrere successivamente alla cassa in deroga. Attualmente le lavoratrici e i lavoratori della Fdm sono in cassa integrazione a rotazione, provvedimento che l’azienda vorrebbe trasformare a zero ore per i soli esuberi. Sono ormai anni che seguiamo da vicino la vicenda del magazzino pievese e come ieri saremo incondizionatamente dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Occorre, ora come non mai, che la politica regionale si faccia carico della pianificazione dell’economia dando vita al piano regionale del lavoro, richiesto a gran voce di recente proprio dalla Cgil».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.