di Ivano Porfiri
C’è ottimismo a Terni. E non si parla del mantenimento della Provincia, bensì di vicende molto più importanti per la città: la lunga trattativa per il Polo chimico e il (pare) scongiurato disimpegno di E.On. Mentre anche da Bruxelles filtra qualche flebile sussurro che vorrebbe un via libera dell’antitrust europea sulla cessione di Thyssen alla finlandese Outokumpu.
Polo chimico Sul caso Basell è intervenuto martedì mattina in consiglio regionale l’assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi. Nei giorni scorsi una cordata composta da Terni Reseach, Novamont e Cosp, con l’appoggio di Sviluppumbria, ha formalizzato un’offerta per rilevare gli stabilimenti (ex Polimer) della multinazionale all’interno del Polo chimico di Terni. Rispondendo a un’interrogazione del capogruppo di Rifondazione Damiano Stufara, Riommi ha definito «vero ed importante» l’impegno da parte dei soggetti imprenditoriali. «Si tratta – ha puntualizzato l’assessore – di una proposta di acquisizione del complesso della proprietà Basell, la quale ha fatto capire di volere un’interlocuzione unitaria, possibilmente che potesse intervenire per una sostanziale continuità di impresa, di attività».
«Escluso esito non positivo» Riommi ha ricordato che «la proposta è il frutto di un lavoro già fatto, che dovrebbe escludere qualunque possibilità di esito non positivo, perché tecnicamente la proposta è formulata nei termini in cui è stata richiesta, nel rispetto dell’ordinamento. Sebbene non vi è stato un preliminare confronto economico – ha sottolineato Riommi -, si è partiti dalla valutazione che entrambe le parti hanno fatto del valore teorico dei beni, e la proposta si inserisce nell’ambito di quella possibilità. Dell’offerta economica, così come del preliminare, è stata costantemente informata l’autorità di Governo che inevitabilmente ha anche la responsabilità di accompagnamento della situazione. Del resto, parliamo di un processo di ristrutturazione non di un’area industriale a Terni, ma di un pezzo della chimica nel nostro Paese». Nella replica, Stufara ha auspicato che «l’ottimismo dell’assessore possa essere motivato».
E.On Come anticipato nelle scorse settimane volge al sereno anche la vicenda E.On, il colosso energetico attivo nell’idroelettrico. Il presidente e amministratore delegato di E.On Italia ed E.On Spagna, Miguel Antonanzas, in un convegno al Senato martedì ha annunciato come «E.On sta verificando la fattibilità di un progetto di pompaggio idroelettrico in grado di determinare un ulteriore incremento di efficienza per il funzionamento dei gruppi esistenti nel nucleo di Terni. In particolare – ha aggiunto – il progetto consisterebbe nella realizzazione di una stazione di trasferimento di energia per generare elettricità nelle ore di punta. Questo progetto conferma, ancora una volta, la strategicità delle attività di E.On nella regione Umbria e nella provincia di Terni». Antonanzas ha puntualizzato che «E.On ha già investito ingenti capitali ai fini del mantenimento in esercizio efficiente nel nucleo idroelettrico in Umbria, uno dei poli di produzione di energia rinnovabile più importanti del Centro Italia. I lavori di rinnovamento, cominciati nel maggio 2008 e terminati nel 2011, hanno coinvolto 26 dei 38 gruppi di produzione, senza modificare l’assetto ambientale, apportando un miglioramento dell’efficienza tra il 2% e il 4% e un aumento del 3,1% della potenza installata, in grado di soddisfare i consumi di ulteriori 10mila famiglie, senza bisogno di ricorrere a maggiori quantità d’acqua».
Thyssen-Outokumpu Sullo sfondo resta, intanto, quella che probabilmente è la partita più importante: l’esame dell’antitrust europeo sulla fusione tra Inoxum e Outokumpu. La Fiom-Cgil di Terni auspica «l’assoluta necessità di arrivare in tempi rapidi al positivo pronunciamento». Pochi giorni fa la vicepresidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli, davanti a metalmeccanici e politici ternani ha azzardato che la vicenda «riceverà sicuramente parere positivo dall’Antitrust europeo» anche se «bisognerà vedere a quali condizioni». «La mia impressione – ha aggiunto – è che da parte dell’Antitrust ci sia la disponibilità a gestire il buon esito della trattativa, la bocciatura è esclusa. La preoccupazione di tutti è però che si possa chiedere qualcosa in più alla ThyssenKrupp. Non è detto che il buon esito assicuri un futuro tranquillo. D’altronde, la trattativa tra la multinazionale tedesca e quella finlandese è anomala e complessa, dobbiamo chiederci cosa vuole Outokumpu e quale è il ruolo della Germania».

