di Maurizio Troccoli
Una lotta che dura da anni, che ha visto macinare chilometri e chilometri per tutta l’Italia, ha visto consumare fiumi e fiumi di inchiostro per chili e chili di carta, in tantissime sedi di riunioni ed incontri. L’hanno chiesto gli imprenditori agricoli, i consumatori. Coldiretti ne ha fatto un cavallo di battaglia scontando anche il fatto di trovarsi da sola con i suoi iscritti su un fronte che interessa il paese e che non ha richiamato pari attenzione da parte di altre organizzazioni di rappresentanza. Manifestazioni di piazza e di popolo, proteste rumorosissime, blocchi nelle autostrade e poi esposizioni di prodotti contraffatti, titoli di giornali e servizi televisivi. Questa la cornice di una questione che oggi viene simbolicamente festeggia da una salsiccia di 100 metri di carne tutta rigorosamente italiana da mordere in piazza a Roma, alla festa dell’etichetta obbligatoria e che ha il valore di una legge: quella che molto probabilmente scatterà domani e che obbliga all’etichetta made in Italy per i prodotti alimentari italiani, quelli che lo sono per davvero.
Gli imprenditori umbri Anche gli imprenditori della Coldiretti Umbria si recheranno domani a Roma per “salutare” il via libera all’etichetta di origine di tutti gli alimenti dopo l’emergenza diossina, con l’approvazione definitiva della legge salva Made in Italy a tavola sull’etichettatura obbligatoria prevista martedì 18 gennaio 2011 entro le ore 15,00, da parte della Commissione Agricoltura della Camera.
A Montecitorio con a super salsiccia In piazza Montecitorio a Roma in occasione della storica approvazione si troveranno migliaia di agricoltori della Coldiretti provenienti da tutte le Regioni, insieme a rappresentanti delle Istituzioni e ai parlamentari di maggioranza ed opposizione, per sostenere e festeggiare con la preparazione in piazza e la degustazione, una salsiccia di 100 metri realizzata utilizzando esclusivamente carne italiana. Un insolito record per sottolineare il ruolo di leadership che l’Italia si impegna a svolgere in Europa con l’approvazione di un provvedimento storico a tutela dei consumatori e della produzione Made in Italy, anche di fronte alle emergenze sanitarie come quella della diossina. Con l’occasione saranno spiegati i contenuti della norma ed il suo impatto sul piano della sicurezza alimentare, economico ed occupazionale. Sarà presente il presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini.
Il consenso degli italiani Il via libera all’indicazione obbligatoria dell’origine è fortemente sostenuto dalla Coldiretti e da praticamente la totalità dei consumatori, come testimonia anche un sondaggio di Coldiretti-Swg secondo il quale il 97 per cento degli italiani considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di provenienza della componente agricola contenuta negli alimenti. Colmare questo ritardo è dunque un risultato importante nell’interesse degli imprenditori agricoli e dei cittadini.
La carta d’identità per il maiale umbro L’Umbria allontana l’allarme diossina: da mercoledì, in 10 macellerie della regione in vendita i primi tagli di carne suina umbra certificata per provenienza e qualità esposta con tanto di carta d’identità dell’animale. In cantiere da due anni, il progetto Suino – Terra Umbra oggi trova la sua piena attuazione con la macellazione dei primi dieci capi i cui tagli saranno in vendita nella regione da mercoledì 19 gennaio. Nato come rete d’imprese, il progetto entro i primi di febbraio si tradurrà in un consorzio di tutela cui aderiscono quattro allevatori (Bochi, Barilari, Scaraponi e Trequattrini), il Centro di macellazione carni di Perugia e dieci macellerie ( Cbr Carni, Ga.La, David i salumi, Riccardo Farinelli, Lesti Carni Castiglione del Lago e Sant’Argangelo, Pietro Passeri, Tiziano Tontoli, Tiellespesa, Tiemmespesa) dove sarà possibile acquistare tali carni. Si tratta di un progetto aperto cui potranno aderire anche altri operatori. «Per la prima volta in Italia diamo ad un suino un’etichetta, che non è obbligatoria», osserva Ilenia Veschini, medico veterinario coordinatore del progetto. «L’idea alla base è quella di valorizzare un settore che per l’Umbria rappresenta un’eccellenza: abbiamo “reinventato” un prodotto, il suino umbro, che abbiamo sempre avuto ma che in pochi conoscono, fornendo la sicurezza di controlli dalla nascita alla macellazione, dall’allevamento alla macelleria». «Con tale iniziativa – aggiunge Carlo Maria Crotti, medico veterinario, esperto di certificazioni, qualità e produzioni tipiche – si danno certezze ai consumatori sulla qualità e la provenienza degli animali allevati, macellati e messi in vendita: grazie alla tracciabilità, in ogni fase sappiamo esattamente cosa succede». I tagli esposti, infatti, saranno accompagnati da una sorta di carta d’identità del suino. «Il nostro obiettivo è fare chiarezza in un momento nel quale si rischia di dare informazioni sbagliate e fuorvianti – aggiunge Lucio Tabarrini, rappresentante dei macellai – rassicurando il consumatore e fornendogli prodotti buoni e di qualità». Per facilitarne il riconoscimento saranno esposti a parte nei banconi delle macellerie aderenti al consorzio con tanto di marchio che indicherà le caratteristiche dell’animale. «I suini “Terra Umbra” sono una garanzia perché sono allevati in Umbria – aggiunge Ludovico Renda, medico veterinario specialista in alimentazione –alimentati con sole quattro materie prime, la qualità e la salubrità è assicurata da analisi periodiche, senza sottoprodotti o olii aggiunti». L’alimentazione del suino, che fa parte del disciplinare sottoscritto dagli allevatori, rappresenta la discriminante del progetto che intende riportare in auge il “suino perugino”. «Un suino rustico, grigio – aggiunge Crotti – vicino per certi aspetti alla “cinta senese”: ovvio con il tempo sono rimaste poche linee genetiche ma è il sistema di allevamento e di alimentazione a fare la differenza ed a fornire alla carne un sapore diverso. Non a caso alla base del progetto c’è uno studio storico, come se si trattasse di una Dop».
Il disciplinare Il rispetto del disciplinare di produzione del “Suino Terra Umbra”, dall’allevatore al negoziante, sarà garantito («oltre che dall’onestà degli operatori») anche da un meccanismo di controllo esterno, con soggetti diversi dai componenti del consorzio di tutela. «Ci impegneremo a rispettare il disciplinare – aggiunge Danilo Trequattrini, rappresentante degli allevatori aderenti al consorzio – anche come sostenitori della filiera corta a tutela del consumatore: sarà lui a premiarci se acquisterà i nostri prodotti e sarà lui a dare risposte se il prodotto è buono e sicuro».
A fare da anello di congiunzione tra allevatori e macellai, il Centro macellazioni carni di Perugia. «Siamo noi che applicheremo i bolli materialmente sugli animali (marchiati con il timbro Terra Umbra su pancia, prosciutto, lombo, spalla e guanciale, ndr) – spiega il presidente Paola Mazzoni – garantendo le verifiche sulla tracciabilità dall’ingresso all’uscita, con quattro controlli veterinari eseguiti da medici della Ausl».
La fase esecutiva del progetto ha subito un’accelerazione anche in virtù dell’allarme diossina negli alimenti, scattato a livello europeo. «Abbiamo deciso di partire subito con la carne fresca – aggiunge Tabarrini – anche per quanto sta accadendo in Europa. Ai consumatori diciamo di fidarsi di chi sta dietro il bancone: se il prodotto è certificato può stare tranquillo perché noi macellai ci mettiamo la faccia. Sta poi a loro fare la selezione, e scegliere di mangiare sano: conoscere cosa si mangia si può». I consumatori possono stare tranquilli anche sul versante prodotti stagionati e sui prezzi. «La regolamentazione tramite disciplinare – spiega Pietro Passeri – sarà estesa anche ai salumi ed ogni macelleria coinvolta applicherà ai vari tagli lo stesso prezzo, quello concordato con il consorzio di tutela. Questo per dare un’ulteriore garanzia ai consumatori sull’assenza di speculazioni. Il consorzio svolgerà poi un lavoro anche di informazione ed educazione per far capire, ad esempio, che insieme al prezzo è ora di cominciare a guardare anche la qualità, optando per un’alimentazione più misurata».

