di Chiara Fabrizi
Cementificio e cava di Spoleto vendute alla Colacem spa di Gubbio. La cessione è stata comunicata lunedì pomeriggio alle Rsu dello stabilimento, convocate per un incontro preliminare, come confermano anche i sindacalisti Emanuele Petrini di Filca-Cisl e Claudio Aureli di Fillea-Cgil. Come da programmi, dunque, il primo aprile il Gruppo Italcementi ha venduto il sito produttivo di Sant’Angelo in Mercole, che occupa un’ottantina di lavoratori, più cinquanta addetti legati all’indotto e altri dieci che operavano all’interno della cava con la Team Network e ora sono sull’orlo del licenziamento. In una nota martedì mattina il Gruppo umbro ha confermato di aver acquisito il cementificio di Spoleto «operazione che permetterà all’azienda umbra di rafforzare la propria posizione sul mercato italiano».
Cementificio di Spoleto a Colacem Al tavolo per Colacem c’erano il capo del personale Massimo Angeli e il responsabile relazioni industriali Paolo Rogari, che hanno assicurato ai rappresentanti degli operai la convocazione nell’arco di qualche giorno dei due delegati sindacali. Petrini in questo senso sollecita fin da ora «un incontro in tempi rapidi, con l’impegno della salvaguardia dei livelli occupazionali, a cominciare dalla decina di lavoratori della cava di Santo Chiodo», quelli con meno tutele e che al momento stanno gestendo la fase di incertezza con le ferie a disposizione. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Aureli, secondo cui occorre «restare estremamente vigili insieme alle istituzioni e spingere tutti insieme per conoscere le intenzioni della nuova proprietà sul sito di Spoleto».
Rischio ridimensionamento Che Colacem avesse messo gli occhi su Spoleto era trapelato fin dall’annuncio della vendita del cementificio da parte di Italcementi e le indiscrezioni delle scorse settimane, così come la realtà di queste ore, non è molto confortante. L’impianto Colacem di Gubbio, infatti, marcerebbe a circa il 60 per cento della produzione per cui sono forti e fondati i timori di un ridimensionamento delle attività di Spoleto, dove pure nel corso del 2018 e nel primo scorcio del 2019 i forni sono stati accesi a singhiozzo. Nulla in questo senso comunque l’azienda umbra che con una nota si limita a dirsi «fiduciosa che il settore del cemento avrà un ruolo rilevante nel prossimo futuro. Nel nostro Paese – è l’intervento della nuova proprietà – c’è bisogno di maggiori investimenti pubblici e privati per edifici e infrastrutture sempre più sicure, efficienti, innovative e sostenibili –dichiarano gli Amministratori. Il nostro Gruppo proseguirà nella propria politica industriale seria ed equilibrata, con l’obiettivo di tornare a crescere in un settore, quello delle costruzioni, in crisi da troppi anni»..
Lega bussa a Di Maio Qualche ora prima della vendita, ma ribadendo comunque l’intento a seguito della notizia di cessione, il segretario della Lega Virginio Caparvi, insieme alla pattuglia parlamentare umbra del Carroccio, si è impegnato a «portare la questione della ex Cementir sul tavolo del governo. Nei prossimi giorni contatteremo il Ministro allo sviluppo economico, Luigi Di Maio, chiedendo di intervenire a tutela del cementificio di Sant’Angelo in Mercole».
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