Il criterio base è del monte ore a scalare. Ma l’utilizzo delle risorse spetterà all’accordo tra imprese e sindacati da raggiungere a livello aziendale. E’ stato ratificato dalla giunta regionale l’accordo sottoscritto tra la Regione Umbria, i sindacati e le associazioni d’impresa sugli ammortizzatori in deroga. «Un accordo – secondo l’assessore Riommi – che innova la modalità di gestione delle procedure di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga al fine di garantirne la disponibilità nell’interesse dei lavoratori e delle imprese che, con questo strumento, possono fronteggiare la fase più acuta della crisi economica in atto». Discorso strettamente connesso alle tante crisi aziendali elencate in queste ore dalla Cgil.
Procedure innovative «Abbiamo innovato le procedure amministrative di concessione della cassa in deroga in accordo con sindacati, associazioni d’impresa ed organizzazioni professionali – ha riferito l’assessore Riommi – per concentrare l’attività della Regione selettivamente sull’autorizzazione e sul controllo delle risorse utilizzate. All’accordo tra imprese e sindacati da stipularsi in sede aziendale, associativa o di enti bilaterali – ha aggiunto – sono rimesse le valutazioni in ordine alle condizioni che presidiano la necessità di ammortizzatori sociali in deroga, le modalità con cui le stesse possono essere fruite, il numero di lavoratori interessati».
Risorse scarse «Il tutto – secondo Riommi – nella considerazione della necessità di utilizzare al meglio risorse che, nonostante i maggiori stanziamenti assentiti dal Parlamento in sede di approvazione della legge di stabilità per il 2013, che portano a circa 1,7 miliardi di euro lo stanziamento disponibile a livello nazionale, di cui immediatamente disponibili 650 milioni di euro, rimangono largamente inferiori ai trend di spesa evidenziati nel corso del 2012 ben superiori ai 2 miliardi di euro in Italia e prevedibilmente ai 50 milioni di euro in Umbria».
Aspi «Obiettivo dell’accordo condiviso da tutte le parti sociali – conclude Riommi – anche alla luce della entrata in vigore dell’Aspi (Assicurazione Sociale per l’Impiego) prevista dalla legge Fornero e della manifestata disponibilità degli enti bilaterali operanti in Umbria ad essere parte attiva nel percorso di sostegno ad imprese e dipendenti, è quello di utilizzare al meglio le risorse disponibili finalizzandole in particolare a tutte quelle situazioni che evidenziano prospettive di tenuta e di ripresa produttiva e quindi di tutela di lavoratori interessati».
LA SCHEDA: MODALITA’ E PARAMETRI STABILITI DALL’ACCORDO
Queste le principali caratteristiche dell’accordo stipulato per il 2013 in Umbria: sono destinatari dell’accordo le imprese e i datori di lavoro operanti in tutti i settori produttivi, escluso il lavoro domestico, che non hanno accesso ad alcun ammortizzatore ordinario o che hanno esaurito gli strumenti ordinari e che dichiarino una situazione di crisi, mentre sono beneficiari del trattamento tutti i lavoratori subordinati, a tempo indeterminato o determinato, gli apprendisti, inclusi quelli in forza ad imprese che usufruiscono degli ammortizzatori ordinari, i lavoratori somministrati, i lavoratori a domicilio, i soci lavoratori subordinati di cooperative.
La cassa integrazione in deroga è richiesta dall’azienda e riguarda due diverse tipologie di concessione: per un trimestre, corrispondente alla concessione di un monte ore pari a 100 per ogni lavoratore interessato, sia nel caso di sospensioni a zero ore non continuative che nel caso riduzione di orario, che comunque deve essere almeno pari al 50% dell’orario giornaliero.
Il monte ore può essere utilizzato in maniera flessibile e non è da intendersi come tetto riferito al singolo lavoratore. La determinazione del monte ore per ciascuna azienda viene effettuata secondo criteri stabiliti con un tetto di 100 ore per i primi 4 lavoratori inseriti e a scalare per i successivi, per un periodo massimo di mesi 2 per sospensioni a zero ore continuative per i lavoratori interessati,per tale tipologia non è prevista la possibilità di ripresa del lavoro, anche temporaneo, pena la fine anticipata dell’autorizzazione, tranne nell’ipotesi di un accordo sindacale preventivo e motivato.
Per un periodo massimo di tre mesi per sospensioni a zero ore nel caso di imprese con più di 15 dipendenti in fallimento o sottoposte ad altre procedure concorsuali, purché sia in essere un idoneo contratto di affitto di ramo d’azienda, di cessione di azienda o ramo d’azienda, che garantiscano la ricollocazione di almeno il 30% dei lavoratori.
La mobilità in deroga viene concessa per tre mesi ai lavoratori che all’atto della cessazione del rapporto di lavoro sono esclusi da tutti i trattamenti seguenti: trattamento di mobilità ordinaria di cui all’art. 7 della legge 23 luglio 1991 n. 223, trattamento previsto dall’art 2 comma 1 della legge 28 giugno 2012, n. 92, denominato ASPI, trattamento previsto dall’art 2 comma 20 della legge 28 giugno 2012, n. 92, denominato mini-ASPI.
Le richieste di cassa integrazione in deroga non possono riguardare lavoratori assunti nel corso del 2013. Il lavoratore interessato deve inoltre aver conseguito un’anzianità di servizio di almeno 90 giorni presso il datore di lavoro richiedente nel corso dell’ultimo rapporto di lavoro. Il documento specifica anche altre situazioni che limitano la concessione.
Le richieste di autorizzazione riferite alle sospensioni dal lavoro che decorrono dal 1 gennaio possono essere presentate in esito alla stipula del verbale di accordo sindacale a partire dal 23 gennaio avvalendosi della procedura informatica messa disposizione dalla Regione Umbria.
http://www.formazionelavoro.regione.umbria.it è l’indirizzo per informazioni e per scaricare la modulistica.
