Luciano Camagni, nuovo vicepresidente Bps

Chiude con un utile di 3,7 milioni di euro il primo trimestre della Banca Popolare di Spoleto che registra un calo significativo rispetto al risultato realizzato nello stesso periodo del 2015, ossia 7,5 milioni di euro considerando anche la performance dei 32 sportelli del Centro Italia di Desio che non erano ancora stati ancora formalmente conferiti. Il resoconto intermedio è stato approvato martedì dal Consiglio di amministrazione dell’istituto di credito che ha anche deliberato la nomina del nuovo vicepresidente, Luciano Camagni, successore di Luciano Colombini uscito di scena sia dalla Capogruppo Desio che dalla controllata Bps lo scorso 27 aprile.

Resoconto intermedio Bps Entrando nel merito del resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2016, nella parte patrimoniale emerge che il totale della masse delle clientela amministrate da Palazzo Pianciani gira intorno a 5,3 miliardi di euro, in linea rispetto al saldo di fine esercizio (-0,3%), mentre la raccolta diretta si attesta a 3,4 miliardi di euro con un incremento dell’1,2% sempre rispetto al 31 dicembre 2015, attribuile alla crescita dei debiti verso clientela per circa 0,1 miliardi di euro (+3,2%) in parte rettificata dalla riduzione del saldo relativo ai titoli in circolazione (-21,3%). Sul fronte della raccolta indiretta si registra nel complesso un decremento del 3% rispetto al valore di fine esercizio, attestandosi a circa 1,9 miliardi di euro, mentre il valore degli impieghi verso clientela alla fine del primo trimestre si è elevato a circa 3,4 miliardi di euro, con un incremento dello 0,7% rispetto al saldo di fine esercizio 2015. Crescono anche, poi, le attività finanziarie risultate pari a circa 0,4 miliardi di euro, in aumento del 5,7% rispetto al consuntivo 2015. Passando al conto economico le voci di ricavo caratteristiche della gestione operativa registrano una contrazione di 9,5 milioni di euro rispetto al primo trimestre dell’anno precedente (-19,2%), attestandosi a 39,9 milioni di euro, prevalentemente a causa del risultato netto dell’attività di negoziazione e di copertura e di cessione/riacquisto crediti.

Utile dimezzato Evidenziano riduzioni anche gli andamenti del margine di interesse e delle commissioni nette in considerazione del difficile contesto economico finanziario ma comunque contenute rispettivamente a 5,5% e 0,8%. L’aggregato degli oneri operativi, che include le spese per il personale, le altre spese amministrative e le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali, ha raggiunto complessivamente 26,1 milioni di euro alla fine del primo trimestre dell’esercizio con un incremento di circa 1,7 milioni di euro. Il risultato della gestione operativa alla fine del primo trimestre si attesta a 13,8 milioni di euro, con un decremento di circa 11,2 milioni di euro, mentre l’utile al netto delle imposte è di circa 3,7 milioni di euro (rispetto a quello di 7,5 milioni di euro del periodo di confronto) in considerazione prevalentemente del peso delle rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti pari a 9,3 milioni di euro (in contrazione di 4,5 milioni di euro rispetto al periodo di confronto); degli utili da cessione o riacquisto di crediti di 1,1 milioni di euro; degli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per 0,4 milioni di euro; e delle imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente pari a circa 1,4 milioni di euro.

 

Camagni nuovo vicepresidente Nella seduta di martedì, il Cda di Bps su designazione degli organi consiliari della Capogruppo Desio e previ i parari del comitato nomine, comitato remunerazione e del collegio sindacale, ha deliberato la cooptazione e la nomina del vicepresidente Camagni che raccoglie l’eredità di Colombini anche nell’istituto brianzolo, assumendone la direzione generale.  Camagni, nato a Erba (Como), classe 1955, è laureato in Economia aziendale, specializzazione aziende di credito alla Bocconi di Milano. Ha svolto l’attività professionale nel settore bancario maturando un’ampia esperienza presso importanti banche lombarde come al Credito Valtellinese e al Credito Artigiano SpA. Le dimissioni di Colombini sono state formalizzare il 27 aprile e nessun importo gli è stato riconosciuto in relazione alla cessazione dalle cariche ricoperte in Bps, in quanto i relativi emolumenti (che ammontano a 37 mila euro circa per i primi quattro mesi del 2016) vengono riversati alla società di appartenenza in conformità alle politiche di remunerazione di Gruppo.

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