«Prive di ogni fondamento». Il presidente della Fondazione Carit, Mario Fornaci, liquida così le notizie che vedrebbero palazzo Montani Leoni al fianco della cordata di imprenditori pronta a mettere sul tavolo 100 milioni per rilevare il 51.7% della Banca Popolare di Spoleto (Bps).
La Fondazione Carit Per Il Messaggero che lunedì aveva pubblicato le indiscrezioni, poi confermate da una nota della Clitumnus srl presieduta dall’avvocato Francesco Carbonetti, la Fondazione Carit parteciperebbe al capitale della newco per il 10%. «Da notizie apparse sulla stampa il 28 gennaio è emerso che la Fondazione sarebbe interessata a partecipare all’operazione di riassetto della Bps. Al riguardo la Fondazione, nella persona del suo presidente, riferisce che le notizie sono destituite di ogni fondamento, non avendo la stessa assunto alcuna determinazione in proposito».
Il sindaco Benedetti E all’indomani della giornata frenetica, con il titolo sospeso per qualche ora dalle contrattazioni di Borsa, riprese poi dopo la nota della Clitumnus srl, interviene anche il sindaco della città del Festival, Daniele Benedetti. «Stiamo assistendo – è la dichiarazione del primo cittadino – a una fase cruciale per l’istituto, quella dell’individuazione del nuovo partner che dovrebbe sostituire Mps dopo la rottura dei patti parasociali. L’amministrazione comunale chiede la massima chiarezza e trasparenza e si augura che la scelta della nuova autorevole guida al vertice della Bps si inquadri non solo nel rafforzamento della governance, ma soprattutto nella ricerca di soluzioni che confermino e consolidino il ruolo della Bps come banca della città e degli umbri. Seguiamo con molta attenzione l’evolversi dei fatti da salvaguardare ci sono i posti di lavoro, gli azionisti e Spoleto, sede storica di una rilevante banca territoriale».
