di Ivano Porfiri
«Per noi di Bps il 2015 sarà l’anno del vero rilancio». Il proclama dei nuovi vertici dell’istituto spoletino, dall’agosto scorso passato nelle mani di Banco Desio , è arrivato in occasione del lancio del plafond da 100 milioni di euro, destinato alle piccole e medie aziende umbre. E può essere letto sia dal punto di vista dell’istituto, che da quello di osservatorio privilegiato dell’economia regionale
Anno della svolta Il 2015 sarà, dunque, cruciale per Bps da due punti di vista. «Come istituto – ha spiegato il dg Angelo Antoniazzi – considerando che, di fatto, abbiamo iniziato a lavorare a settembre e in mezzo c’è stata la pausa natalizia, finora ci siamo concentrati in queste poche settimane soprattutto sulla riorganizzazione interna. Ad esempio, è stata ‘asciugata’ la direzione di Spoleto a beneficio della rete sul territorio. La situazione sotto diversi punti di vista non è ancora ottimale, ma abbiamo fiducia che possa esserlo presto. Per questo il 2015 sarà l’anno del vero rilancio di Bps». Tra le iniziative quello del rafforzamento del settore ‘corporate’. «Non aspetteremo che i clienti vengano in filiale per acquistare i nostri prodotti – ha sintetizzato Antoniazzi – ma andremo anche noi a cercarli per intercettare i loro bisogni».
Svolta nell’economia Ma questo prepararsi servirà soprattutto a farsi trovare pronti alla ripresa economica che, ormai, tutti annunciano come imminente. «Restiamo molto cauti – ha rimarcato il dg – però ci sono ormai diversi segnali concordanti: dalle analisi che segnalano una ripresa, seppur modesta, a dati oggettivi come il crollo del prezzo del petrolio a livelli mai visti, i tassi di interesse bassi e il rafforzamento del dollaro che favorisce chi esporta dall’area euro».
Opportunità da cogliere E’ per agganciare questa, sia pur piccola, onda di crescita che Bps ha deciso di lanciare un plafond di 100 milioni per sostenere le imprese umbre. «Quello da 25 milioni per il pagamento di tredicesime e imposte è andato completamente esaurito», ha puntualizzato Antoniazzi. «L’ideazione di questo nuovo plafond – ha aggiunto il vide dg Maurizio Ballabio – è frutto di un lavoro preventivo su aree dove è stato ritenuto più efficace. Se sei banca del territorio come noi vogliamo essere, devi ascoltare i bisogni e assecondarli con le tue iniziative di business».
Quattro linee Il plafond vede quattro linee di intervento. La prima scelta è l’internazionalizzazione d’impresa e potrà essere finalizzata, ad esempio, a costruzione di impianti per produzioni destinate all’export, ricerca e sviluppo di prodotti dedicati al mercato estero, partecipazione a fiere internazionali. La linea sulla destagionalizzazione dei flussi turistici vuole sostenere chi intende ampliare la sua offerta di soggiorno, creare pacchetti turistici legati a strutture umbre, formare personale, predisporre cataloghi. La linea sui progetti di filiera vuole incidere nei settori di eccellenza regionali: agroalimentare, tabacco, aerospaziale e cashmere. Infine, il sostegno alle start up mira a incidere sulla disoccupazione giovanile premiando idee vincenti in tutti i settori.
Criteri Il plafond prevede interventi ipotecari fino a 10/15 anni e interventi chirografi fino a 3/5 anni, sulla base del merito creditizio, determinante anche per le condizioni e le agevolazioni di prezzo. Ulteriori agevolazioni sono previste da aziende assistite dalle garanzie dei Confidi, coinvolgendo anche le associazioni di categoria.
Accordo Abi-Regione Sempre in tema di credito, arriva la notizia che la Giunta regionale, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi, ha recepito la decisione concordata tra l’Abi e le associazioni imprenditoriali di prorogare l’operatività dell’“Accordo per il credito 2013” fino al 31 marzo 2015 consentendo alle imprese di richiedere i benefici alla propria banca entro il termine suddetto a fronte di operazioni assistite da contributi regionali. L’“Accordo per il credito”, nella sua ultima attivazione, fu sottoscritto nel luglio del 2013 ed inizialmente aveva validità fino al 31 dicembre 2014. Prevede, fra l’altro, la sospensione del pagamento, per un periodo massimo di 12 mesi, della quota capitale delle rate di mutuo o della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing, anche se agevolati con provvidenze pubbliche qualora l’ente che eroga l’agevolazione abbia deliberato l’ammissibilità dell’operazione con riferimento alla specifica norma agevolativa, segnalandolo al Ministero dell’Economia e delle Finanze, e che, a seguito dell’operazione di sospensione, il piano originario di erogazione dei contributi pubblici non debba essere modificato. «Continuando a persistere le condizioni di crisi – ha sottolineato Riommi – è assolutamente importante sostenere le imprese regionali, riconoscendo loro la possibilità di disporre di tutti gli strumenti utili ad alleggerire la pesante situazione in cui si trovano, e dunque abbiamo ritenuto opportuno prendere atto della proroga dell’accordo fino al prossimo 31 marzo ed applicarla, laddove possibile, agli strumenti di credito agevolato della Regione».
