Distributore di benzina (Foto Fabrizio Troccoli)

I benzinai sullo sciopero tirano dritto: è prevista la chiusura degli impianti dalle 19 di martedì 8 novembre alle 7 di venerdì 11 novembre. Ma martedì previsto un nuovo vertice al ministero dello Sviluppo economico.

Sciopero confermato Al termine della riunione di venerdì mattina a Roma presso il ministero dello Sviluppo economico con il sottosegretario Stefano Saglia, che ha finalmente aperto la trattative con le associazioni di categoria dei gestori di impianti di carburante sulla vertenza del bonus fiscale, Giulio Guglielmi, presidente Figisc – Confcommercio dell’Umbria e vicepresidente nazionale della Federazione, ha confermato lo sciopero già previsto dall’8 all’11 novembre, con chiusura degli impianti dalle ore 19.00 di martedì 8 novembre alle ore 7 di venerdì 11 novembre sulla rete ordinaria, mentre sulla rete autostradale dalle ore 22 di martedì 8 alle ore 6 di venerdì 11 novembre.

«Fatti concreti, non promesse» Il sottosegretario Saglia ha assicurato che lunedì sarà inviato alle associazioni di categoria un documento con una dichiarazione di impegni da parte del ministero in relazione al problema del bonus fiscale in favore dei gestori e che martedì prossimo saranno nuovamente convocati i rappresentati dei gestori «per un confronto costruttivo sulle proposte del documento». «Se le risposte del ministero non dovessero essere soddisfacenti – sottolinea Giulio Guglielmi – i gestori sono intenzionati a proseguire nella loro protesta con uno sciopero ad oltranza, secondo le modalità stabilite dalla legge. Gli imprenditori di questo settore sono stanchi delle promesse e vogliono fatti concreti, con effetti immediati per le imprese, costrette anche a svolgere, tramite gli aumenti sulle accise,  il ruolo di esattori per conto dello stato».

Ultimatum «Al ministero – dice ancora Guglielmi – abbiamo espresso l’irrinunciabilità al provvedimento riferito al bonus fiscale, che, in caso di mancato rinnovo, costringerebbe alla chiusura migliaia di piccole gestioni, mettendo sul lastrico le imprese, le loro famiglie ed i loro dipendenti. Il ministero ha annunciato la sua disponibilità a comprendere le nostre ragioni ed a predisporre ipotesi di soluzione, che saranno oggetto di valutazione definitiva tra le parti nella giornata di martedì 8 novembre. Se non ci sarà accordo, gli impianti resteranno chiusi».

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