di Daniele Bovi
Sotto l’albero degli umbri Babbo Natale porta la recessione. In un contesto economico tra i più duri degli ultimi decenni però consumatori e negozianti della regione provano comunque a festeggiare un Natale che sarà sobrio e senza follie. A spiegarlo è la Confesercenti Umbria che mercoledì mattina a Perugia ha illustrato i risultati del sondaggio condotto, nella seconda settimana di dicembre, intervistando un campione di 200 consumatori e 150 negozianti della regione. Per quanto riguarda i primi questo Natale, anche a causa dei ritardi registrati nel pagamento delle tredicesime, sarà un Natale last minute: «Molti – spiega il direttore di Confesercenti Francesco Filippetti – concentreranno gli acquisti negli ultimi giorni».
Niente pazzie Come detto, sarà un Natale senza spese pazze: la maggior parte degli intervistati spiega che spenderà tra i 120 e i 250 euro scegliendo regali economici e utili. Sale, rispetto agli ultimi anni, la percentuale (dal 38% al 43%) di coloro che dovranno intaccare i risparmi per riempire la slitta mentre solo il 2% ricorrerà a prestiti. Prestiti però che non serviranno di certo a soddisfare capricci ma magari a cambiare l’auto ormai da buttare. Babbo Natale in recessione penserà poi meno ad amici lontani e parenti non troppo stretti: saranno loro infatti, secondo l’indagine, a risentire di più dei tagli operati dagli umbri alla voce regali. Importante, invece, è non far sentire ai più piccoli le tensioni e le preoccupazioni: per i bambini infatti si spenderà esattamente quanto si è speso negli anni scorsi.
Meno centri commerciali Nel complesso, in un contesto dove secondo sei intervistati su dieci la situazione economica nei prossimi mesi rimarrà uguale o tenderà a peggiorare, il 54% spiega che spenderà di meno rispetto al 2010. Anche fino al 30% in meno. Solo il 12% invece sostiene che allargherà di più i cordoni della borsa. Cresce anche la tendenza, specialmente tra gli anziani, a regalare soldi ad un famigliare che ne ha bisogno mentre cambiano le abitudini dello shopping natalizio. Sempre di più infatti nella regione si tende a penalizzare la grande distribuzione: troppo caotici e affollati i giganti del commercio sparpagliati nelle periferie della regione. L’acquisto si fa più «intimo» e così la Gdo scende dal 48% al 41% delle preferenze dei consumatori intervistati mentre si scelgono sempre di più i piccoli negozi, i mercatini e, perché no, Internet. Questo in una terra, l’Umbria e l’Italia in generale, dove l’e-commerce è ancora all’anno zero e visto ancora con un po’ di sospetto da una larga fetta di popolazione. Il trend di crescita però è chiaro. I regali più gettonati saranno scelti tra abbigliamento, magari aspettando i saldi anticipati del 5 gennaio, con a seguire enogastronomia, libri e profumeria.
Previsioni fosche Tra i commercianti le previsioni sono fosche: quasi nove su dieci pensano che il volume di affari natalizio sarà in linea con quello dell’anno scorso o peggiore. Previsioni che fanno apparire il 62% che prevede volumi in crescita nell’ultima settimana che precede il Natale più come una speranza che come una certezza. Solo il 4% invece ritiene che a conti fatti alla fine si guadagnerà di più rispetto all’anno scorso. Comunque vada, secondo i negozianti, in percentuale i cali saranno più forti degli incrementi delle vendite: dal 3-4% delle seconde fino a punte del 10% per il segno meno. Nell’indagine di Confesercenti si sottolinea poi il buon andamento delle vendite per quanto riguarda l’elettronica, trainata però dall’effetto decoder, e degli elettrodomestici.

