Nessuna novità sull’Accordo di programma Ast come invece forse ci si aspettava data la convocazione dei sindacati su richiesta specifica e la contestuale notizia della visita del ministro Urso a Terni e del suo incontro programmato con Arvedi. L’amministratore delegato Dimitri Menecali e il capo del personale Giovanni Scordo hanno piuttosto concentrato l’incontro di giovedì pomeriggio sui volumi produttivi, le stabilizzazioni  dei lavoratori interinali e un andamento di mercato segnato da incursioni asiatiche alle quali non sempre l’Europa sarebbe in grado di mettere un freno.

Arvedi-Ast Lo riferiscono in una nota i sindacati a margine del tavolo di confronto ai piani alti di viale Brin, lasciando trasparire un’amarezza che ormai da oltre un anno accompagna l’impossibilità di entrare nel merito del piano industriale. L’Accordo di programma non decolla e il dettaglio di investimenti, produzioni, politiche commerciali, piani sociali e ambientali non è noto. Disattesi, va detto, i tempi della firma prospettati il 23 febbraio in Regione. «Come organizzazioni sindacali – si legge nella nota delle segreterie territoriali di
Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl – riteniamo importante e fondamentale quanto più volte ribadito, ovvero, la sottoscrizione dell’accordo di programma che consentirebbe l’avvio della discussione sul piano industriale per realizzare gli investimenti annunciati il 1 aprile 2022 nelle linee guida illustrate alle organizzazioni sindacali territoriali e nazionali.
Ribadiamo che gli investimenti e i progetti sono strategici per poter ridare al sito Ternano quegli spazi persi in passato con il contestuale rilancio delle produzioni di laminati inox, fucinati e tubi che possano rendere sempre più competitivi gli asset. Come organizzazioni sindacali esprimiamo forti preoccupazioni rispetto a tali rinvii e ritardi perché il tempo che passa toglie opportunità al sito ternano e a tutto il territorio».

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