di Mar. Ros.
«In soli due anni raggiunti gli obiettivi previsti dal piano quadriennale, mantenuto il mix produttivo con almeno un milione di tonnellate di colata, rafforzata la rete commerciale per un +6% rispetto alle previsioni e incrementata la forza lavoro con circa 60 assunzioni non previste, sul piatto 170 mila euro di nuovi investimenti». Questa la sintesi dell’intervento dell’ormai ex ad Lucia Morselli in sede di verifica di accordo Ast al Mise, come riportato nel verbale del Ministero. Il documento è stato fornito al consiglio comunale dal sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo che ha sottolineato: «Ast ha inteso incrementare la produzione di laminati a freddo da 411 mila a 500 mila tonnellate, con riscontri positivi sul mercato internazionale».
Comune di Terni Il primo cittadino in apertura di seduta, lunedì pomeriggio, ha riferito in merito al summit del 22 marzo scorso riportando pubblicamente i dati emersi: «Sul piano europeo dell’acciaio – ha iniziato il sindaco – si registra un aumento delle importazioni soprattutto provenienti da Taiwan e Turchia mentre grazie ai dazi soprattutto nell’ultima parte del 2015 è diminuita l’importazione di laminati a freddo dalla Cina che manifesta comunque ancora numeri significativi essendo in sovrapproduzione. Complessivamente, le industrie europee hanno perso mercato, ne è un esempio il gruppo Tata, un grande competitor internazionale che ha annunciato vendita o chiusura degli stabilimenti e delle acciaierie inglesi».
Tk- Ast «Seppure in questo contesto, Ast ha inteso incrementare la produzione di laminati a freddo da 411 mila a 500 mila tonnellate dell’anno fiscale 2014/15 e c’è la volontà di accrescere ancora questi numeri attraverso vari investimenti. Sui laminati a caldo la produzione invece è scesa sensibilmente da 595 mila a 364 mila tonnellate da quando Ast è tornato soggetto autonomo dentro Thyssen, perché non si è più commercializzato il black che, secondo gli accordi intergruppo determinavano la vendita di oltre 200 mila tonnellate sul mercato americano attraverso l’export destinato al Messico; vendite che Acciai speciali Terni considerava comunque sottocosto e quindi fioriere di perdite in bilancio».
Acciai speciali Terni «Sui fucinati – prosegue Di Girolamo nella sua relazione – si è stabilita la produzione attorno alle 17 mila tonnellate, sui tubi si è passati dalle 66 alle 69 mila tonnellate. La parte fusoria nel 2014/15 è stata di 863 mila tonnellate quindi al di sotto del limite di un milione che si era stabilito ma questo è dovuto alla lunga stagione di scioperi con blocco della produzione di 40 giorni; nelle intenzioni di Ast c’è quella di superare il milione di tonnellate. L’aumento dei laminati a freddo ha comportato maggiore penetrazione sui mercati internazionali, il 31% della produzione Ast è destinata all’export».
Linea 6 «Il programma di investimenti è stato avviato con previsioni da piano quadriennale di 30 milioni per trasferimento della linea 6 di Torino, per la quale è in corso l’iter procedurale per l’ottenimento della Via (Valutazione di impatto ambientale) da parte della Regione; è stato programmato l’acquisto di uno skinpass; per il tubificio previsti investimenti per 4,5 milioni di euro con capacità produttiva volta alle 100 mila tonnellate; intanto – ha aggiunto il sindaco – con gli investimenti tecnologici sui forni si è registrata una diminuzione delle colate nelle 24 ore, con risparmio e migliore rendimento».
Laminati a freddo «Ast – conferma il sindaco – sta valutando inoltre l’acquisizione di un laminatoio che porterebbe la produzione a freddo oltre le 600 mila tonnellate. Per quanto riguarda la forza lavoro, a fine febbraio il numero di occupati era di 2375, tra cui 59 nuove assunzioni effettuate per coprire gli incrementi produttivi su alcune linee. Dal punto di vista commerciale Ast ha mantenuto relazioni dirette con i clienti senza passare per la divisione Materials, il bilancio è risultato negativo per 8,5 mln di euro con recupero di redditività rispetto a quello dell’anno precedente grazie ai risparmi su personale (30 milioni), materie prime (oltre 20 milioni), energia, fornitori e miglioramenti tecnologici per un totale di 120 mila euro».
Recupero scorie «Sul fronte ambientale i progetti in essere sono noti, è stata avviata la rinaturalizzazione della discarica e la gara per il riutilizzo delle scorie verrà chiusa entro il 30 giugno prossimo, ma sono allo studio altri interventi su rampa scoria e miglioramento delle cosiddette polveri di Prisciano. I debiti verso i fornitori e la casa madre ammontano a mezzo miliardo di euro. Il dottor Sauer responsabile del personale e delle relazioni Thyssen Krupp ha confermato che Ast sarà mantenuta nel perimetro del gruppo nel lungo periodo».
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