di M.R.
Da un lato lo stato di agitazione di circa 150 lavoratori Ilserv, che per Ast presta servizio per molatura bramme, magazzino coil e semilavorati, movimentazione rotoli per diversi reparti, trasporto siviere e forno al plasma; dall’altro la speranza di quelli alle dirette dipendenze di Acciai Speciali Terni, di arrivare a un accordo per il premio di risultato. L’azienda nella giornata di mercoledì ha infatti convocato per il prossimo 18 novembre, un tavolo coi sindacalisti delle cinque sigle rappresentate in fabbrica per riprendere la discussione da tempo avviata ma mai decollata. Le organizzazioni Fiom Cgil, Fim Cisl, Fismic e le Rsu di Ilserv terranno invece giovedì 10 una conferenza stampa per fare il punto sulla vertenza in atto.
Arvedi-Ast Il tutto matura in un contesto di chiaroscuri. Il processo di stabilizzazione degli interinali il gruppo Arvedi lo porta pian piano avanti nonostante le difficoltà del periodo abbiano significato anche il ricorso alla cassa integrazione; sul sistema degli appalti sono in atto cambiamenti più o meno evidenti, basti pensare ad esempio alle fuoriuscite della security dettate dal piano di razionalizzazione imposto dal vertice, o le sperimentazioni in atto con Tapojarvi per il trattamento delle scorie. Ma l’avvento dell’85enne lombardo ha portato anche una ventata di assunzioni le ultime nove pochi giorni fa. Certo però l’Accordo di programma chiesto dal cavaliere alle istituzioni politiche nel frattempo giace su una scrivania che ha cambiato ministro (Giorgetti-Urso) e allora il piano industriale Ast, mai dettagliato fino in fondo, tiene probabilmente sulle spine anche i lavoratori di Cremona per l’integrazione tra siti per certe produzioni annunciate (il magnetico). Gli investimenti in questo modo sono fermi al palo, o quasi. Per affrettare i tempi e rispondere a carenze denunciate per anni dai sindacati, è infatti in Bahrain che il proprietario di Ast ha individuato l’affare da 25 milioni per l’area a freddo dello stabilimento.
Tubificio Ma a destare curiosità in questo momento è soprattutto l’iter ‘silenzioso’ che sta portando allo scorporo del Tubificio. Per la storia di Ast un ritorno al passato, nelle intenzioni dell’imprenditore di Cremona un’operazione di trasparenza sui conti di una unità produttiva a sé stante; nell’immaginario collettivo, una grande industria che perde quello che per lungo tempo è stato considerato il fiore all’occhiello delle produzioni siderurgiche ternane, ma che passa oggi come una strategia commercialmente apprezzabile; a guidare la nuova società costituenda, si dice sarà la manager di fiducia di Arvedi, Alessia Balloriani. L’operazione, stando alle informazioni aziendali, andrà in porto non prima di gennaio. Nel frattempo le due città dell’acciaio, Terni e Cremona, dopo il premio San Valentino ricevuto dal cavaliere, hanno una nuova occasione di incontro e legame che passa per lo sposalizio tra Pampepato e Torrone.
