di Marta Rosati
Dopo i timori di tensioni ai cancelli di Tk-Ast dove venerdì a mezzanotte si sarebbe dovuto registrare il cambio dei vigilantes in virtù della decisione dei vertici aziendali di affidare a Sicuritalia il servizio fin qui svolto dalle 28 guardie della Cesar, nel tardo pomeriggio di venerdì da viale Brin è arrivata la conferma di una proroga almeno fino al 5 agosto per il personale che da anni assicura la sicurezza al sito siderurgico di Terni.
Rischio tensioni, arriva la proroga per Cesar La notizia filtra a margine di un pomeriggio consumatosi in Prefettura per discutere il delicato caso senza, però, la presenza di rappresentanti di Tk-Ast, grandi assenti al tavolo convocato dal prefetto Gianfelice Bellesini, anche perché l’unico modo per scongiurare definitivamente ogni tipo di tensione è proprio in mano ai vertici dell’industria che dovrebbe chiedere a Sicuritalia di assumere i vigilantes di Cesar per risolvere le criticità sorte attorno al caso del cambio appalto (il prefetto proverà a chiedere questo all’ad Morselli).
I SINDACATI AL TERMINE DELL’INCONTRO IN PREFETTURA: GUARDA IL VIDEO
IL LUNGO POMERIGGIO DI VENERDÌ: FOTOGALLERY
Decisioni rinviate In Prefettura si tornerà martedì pomeriggio per un un nuovo incontro utile a tentare di convincere Sicuritalia a rispettare il contratto collettivo nazionale. In quella sede, sindacati e vertici Cesar, presenti a nome e a tutela dei propri lavoratori, si augurano prenda parte l’ad di Ast Lucia Morselli o chiunque altro possa farne le veci, perché la società che sta per subentrare alla Cesar avrebbe ricevuto dall’acciaieria l’ordine di sostituire il servizio e quindi il personale, ma non c’è traccia scritta né tantomeno se ne comprendono le ragioni. Il personale della vigilanza privata, in tanti anni di servizio infatti, non avrebbe mai ricevuto lettere di richiamo o sospensioni di alcun genere, casomai invece lettere di encomio dai vertici aziendali.
Tensioni sociali Una vera scintilla quella che si va alimentando i queste ore, in attesa di quello che è stato definito ‘un singolare cambio della guardia’, inizialmente atteso per la notte tra venerdì e sabato e poi rinviato con la proroga di Ast. Sicuritalia, che ha stipulato un contratto annuale con l’acciaieria di viale Brin, sarebbe intenzionata a impiegare all’interno dello stabilimento siderurgico parte dei 75 esuberi che gravano sull’economia della società, nello specifico lavoratori romani, di fatto senza farsi carico delle guardie ternane.
Vigilanza privata Un atteggiamento, quello della Sicuritalia, che cozza con le normative del sistema appalti e contravviene alle disposizioni del contratto collettivo nazionale e del decreto ministeriale dedicato, così come contestato dalle sigle sindacali e confermato dal prefetto che per questa ragione ha voluto sentire le parti per convenire ad una soluzione.
Palazzo Bazzani Al tavolo del prefetto Bellesini nel primo pomeriggio di venerdì si sono seduti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, tre rappresentanti della Cesar group e due della Sicuritalia che ha parlato solo per mezzo del responsabile del proprio ufficio legate, il dottor De Lorenzo. Stando a quanto dichiarato dai sindacati all’uscita, quest’ultimo avrebbe provato a giustificare le intenzioni della società con «motivazioni inesistenti», le stesse messe nero su bianco in una lettera indirizzata proprio alle organizzazioni sindacali, oltre che alla prefettura, alla questura e alla direzione territoriale del lavoro.
Sicuritalia C’è di più: secondo le dichiarazioni dei sindacati al termine dell’incontro, la vigilanza privata che dovrebbe varcare la soglia di Ast avrebbe lasciato intendere che, anche qualora si trovasse un accordo e venissero assorbiti gli ex Cesar, questi potrebbero essere sbattuti a lavorare in qualunque altra regione d’Italia, in cui la società è operativa. Nel corso dell’incontro è poi emerso un altro dato clamoroso: Sicuritalia avrebbe un contratto con l’acciaieria di 28 mila ore, che impiegherebbe solamente 12 lavoratori per coprire solo parte delle portinerie finora gestite da Cesar, nello specifico Aspasiel, Tubificio, Centro di finitura e Portineria materiali. «E tutti gli altri presidi ?» hanno chiesto attoniti i lavoratori: «I rappresentanti Sicuritalia – hanno riferito i sindacati – hanno lasciato intendere che si tratta di un contratto aperto, cioè Ast potrebbe chiedere già nelle prossime ore di incrementare il personale».
Rossi (Pd) annuncia interrogazione in Parlamento Sulla delicata vicenda è intervenuto anche il senatore Pd, Gianluca Rossi: «Non esiterò a presentare un’interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro, tesa a verificare la correttezza nell’applicazione del Ccnl, auspico tuttavia anche grazie al consueto impegno del dottor Bellesini, che si possa trovare velocemente una soluzione che garantisca ai lavoratori i loro diritti e all’Ast di perseguire i propri obiettivi di efficientamento».
Twitter @martarosati28
