Da sinistra dg Bps Antoniazzi, ad Desio Cartone, presidente Bps Lado, dg Desio Colombini (foto archivio Fabrizi)

di C.F.

C’è il via libera al bilancio e quello ai compensi, ma soprattutto l’ok alla causa contro 21 ex amministratori e componenti di organismo di controllo, al centro dell’assemblea ordinaria degli azionisti della Banca Popolare di Spoleto tornati a riunirsi giovedì mattina per votare i quattro punti all’ordine del giorno dei lavori. Assente la Spoleto credito e servizi su cui è stata aperta la procedura di concordato preventivo. «»

Ok al bilancio, torna il dividendo In particolare, la seduta si è aperta con la relazione sul bilancio tornato a sorridere con un utile di 6,4 milioni di euro dopo la lunga burrasca di Palazzo Pianciani. Il risultato positivo «sarà distribuito con un dividendo di 0,122 euro per azione al fine esclusivo di dare un ulteriore segnale – ha detto il presidente di Bps, Stefano Lado – ai soci dell’istituto di credito, perché la decisione per la capogruppo Banco Desio è evidentemente ininfluente». Tra le pieghe della relazione si è appreso che sono circa 120 mila i clienti di Bps e che sotto il profilo commerciale, specie dopo il crac di Banca Marche e Banca Etruria, ci si sta guardando intorno per tentare di sbarcare su territori fin qui non presidiati, è il caso dell’Aretino e pure di alcune zone delle Marche.

Quattro filiali verso chiusura Intanto, però, si fa qualche taglio a quelle filiali che non hanno ancora centrato il pareggio. In Umbria cadono Cerreto di Spoleto e Ferro di Cavallo (Perugia), fuori regione anche Viterbo e Recanati. Prima che la pratica del bilancio venisse approvata con la sola astensione di un piccolo azionista, ha chiesto di intervenire il sindaco Fabrizio Cardarelli, che poco dopo ha abbandonato la sala: «Da socio e sindaco è motivo di soddisfazione tornare a vedere sull’istituto prospettive positive, resta importante la vicinanza concreta al territorio».

Compensi Approvata all’unanimità e votata senza discussione, invece, la pratica delle politiche di remunerazione praticate da Bps verso i componenti dei propri organismi di controllo e gestione, tra cui il Cda. Qui va segnalato che il compenso annuo per il presidente Lado è di 200 mila euro, mentre quello del vice Luciano Colombini gira intorno a 35 mila, che però vanta la remunerazione record di quasi 900 mila euro, essendo anche il direttore generale di Banco Desio. Il dg di Bps Angelo Antoniazzi, invece, percepisce tra fisso e variabile circa 450 mila euro, mentre il vice Maurizio Ballabio poco più di 300 mila.

Causa contro 21 ex amministratori Liquidata in breve anche la pratica della nomina nel Cda come indipendente di Francesco Quattraccia, in sostituzione di Giuseppe Listanti dimessosi nelle scorse settimane. Nessuna discussione anche sulla pratica con cui l’assemblea degli azionisti ha confermato l’azione di responsabilità avviata dai commissari straordinari di fronte al tribunale di Perugia contro 19 ex componenti di organismi di controllo e gestione. Non solo. Banco Desio dopo una serie di approfondimenti ha anche deciso di estendere a due ex componenti del collegio sindacale il procedimento per la richiesta di risarcimento del danno. La pratica è stata approvata con un solo voto contrario.

Parte civile All’unanimità, invece, è passata la costituzioni in giudizio come parte civile nell’ambito del procedimento penale per appropriazione indebita e bancarotta fraudolente pendente di fronte al gup del tribunale di Spoleto, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal procuratore capo Alessandro Cannevale per Giovannino Antonini e altri 13.

 

 

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