«Aria spa, azienda umbra di telecomunicazioni con circa 90 addetti e sedi dislocate a Todi e Marsciano, operante a livello nazionale nel campo delle connessioni a banda larga in tecnologia Wi-Max, per le quali detiene le concessioni relative all’intero territorio italiano, è stata nei mesi scorsi interessata da alcuni movimenti societari che hanno determinato un cambio degli assetti proprietari». E’ quanto informano, con una nota, la Slc-Cgil e le Rsu aziendali.
Spostamento dei vertici a Milano «Tra le novità di maggiore rilevanza – prosegue la nota -, va certamente annoverato l’ingresso di Riccardo Ruggiero (ex ad di Telecom Italia spa) in qualità di nuovo amministratore delegato, oltre a quello di altri dirigenti con una esperienza di livello nel campo delle tlc L’arrivo di manager di tale livello, aveva fatto sperare che Aria, dopo le incertezze che avevano caratterizzato la fase successiva allo start-up, fosse in grado di attuare politiche di rilancio in grado di traguardare obiettivi di sviluppo industriale e di fornire certezze circa il mantenimento – se non l’incremento – dei livelli occupazionali. Purtroppo, tra i primi provvedimenti adottati, vi è lo spostamento in una nuova sede a Milano dei vertici aziendali e di alcune strutture portanti, quali l’Amministrazione e il Marketing e ciò ha già prodotto la chiusura di fatto della sede storica – e legale – della società (situata a Todi)».
Sindacati: forte preoccupazione «Al momento, è rimasta ancora in funzione la sede operativa di Marsciano, ma la decisione di spostare il management a Milano, sta determinando la progressiva perdita di importanza dell’unica sede aziendale in Umbria. Per questi motivi, la segreteria regionale Slc-Cgil e la Rsu aziendale, unitamente alle lavoratrici ed ai lavoratori, esprimono forte preoccupazione circa il futuro della sede Aria di Marsciano e ritengono altresì indispensabile un pronto interessamento in merito da parte delle istituzioni locali». «Occorre fare quanto è possibile -conclude la nota – al fine di evitare un eventuale abbandono del territorio umbro da parte di Aria spa e la conseguente perdita di ulteriori posti di lavoro, tra l’altro in un settore caratterizzato da forte innovazione tecnologica e quindi a medio/alto livello di qualificazione professionale».
