Insediato il comitato. E’ stato compiuto sabato mattina in Camera di Commercio il nuovo passo in avanti nell’ambito della procedura di Area di crisi complessa Terni-Narni recentemente riconosciuta con decreto dal ministro Carlo Calenda, che nella Conca ha anche sollecitato le forze del territorio a spendersi per l’elaborazione del progetto di riconversione e riqualificazione industriale della zona che comprende diciassette comuni. In questo senso il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, sabato mattina ha insediato il comitato istituzionale composto dai sindaci, ma anche da rappresentanti delle associazione di categoria e delle organizzazione sindacali, oltreché di un delegato della Camera di Commercio.
Gli assi del progetto di crisi complessa Nell’ambito del primo incontro operativo, il vicepresidente Paparelli ha illustrato il contesto economico, le aree di intervento, le risorse già messe a disposizione dalla Regione e le tappe della procedura conseguente al decreto del Mise, informando sull’intera procedura anche la gran parte dei comuni ricompresi successivamente nell’area di crisi e che ad oggi non erano stati coinvolti nella fase della costruzione dell’istanza di riconoscimento: «La riqualificazione del tessuto industriale di questa area della regione e che riguarda in particolare gli assi portanti della siderurgia, della chimica verde e dell’agroalimentare – ha sottolineato il vicepresidente Paparelli – avrà come direttrice strategie e obiettivi del piano nazionale Industria 4.0. Vogliamo accompagnare le imprese del territorio verso questo traguardo, declinato con progetti innovativi ed ecosostenibili». Dopodiché sono state messe sul tavolo le tappe, dalla prima ossia la costruzione del progetto di riconversione e riqualificazione industriale che potrà essere avviata da Invitalia non appena verrà ufficializzata la costituzione del Gruppo di coordinamento e controllo, di competenza ministeriale e di cui fanno parte rappresentanti della Regione, di due direzioni generali del Mise, il ministero del Lavoro e altri ministeri eventualmente coinvolti come quello dell’Ambiente.
Insediato il comitato Nello specifico «il ruolo del comitato – ha specificato Paparelli – è quello di essere sede di confronto politico e istituzionale per raccogliere proposte ed esigenze del territorio, in modo da operare nella maniera più efficace in stretta collaborazione con Invitalia, cui è demandata la predisposizione del progetto di riqualificazione e riconversione industriale. Il comitato è chiamato a svolgere un lavoro di raccordo e di sintesi nella fase di costruzione del piano che indicherà i fabbisogni di riqualificazione dei comparti interessati dalla crisi e i settori produttivi verso i quali indirizzare la riconversione dell’area di crisi, per la promozione di nuovi investimenti, il sostegno alla ricerca, la riqualificazione del personale e ogni strumento, anche finanziario, per assicurare nuovo sviluppo e occupazione
Il primo incontro con le categorie In platea il presidente di Confindustria Terni, Gianmarco Urbani, il presidente di Confapi, Carlo Salvati, e naturalmente il padrone di casa, il presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Flamini. In una nota della Regione si legge: «Forte interesse e apprezzamento è stato espresso dai rappresentanti delle associazioni di categoria che hanno manifestato grande volontà di partecipare a un processo di innovazione verso una nuova frontiera di sviluppo e occupazione». Per la parte tecnica istituzionale alla riunione del comitato istituzionale hanno preso parte il direttore Luigi Rossetti e Mauro Andrielli, per la Regione Umbria, e il direttore generale di Sviluppumbria, Mauro Agostini. A intervenire anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo: «Un incontro molto proficuo e utile – ha detto – nell’ottica di dare concretezza ed efficacia a uno strumento che deve essere una reale opportunità per il nostro territorio, chiamato a centrare una nuova fase di sviluppo condivisa e sostenibile. Fondamentale – ha aggiunto – la partecipazione delle forze economiche e sociali per la costituzione della cabina di regia territoriale che darà il suo apporto al progetto».
