di Giorgia Olivieri
Nasce a Fossato di Vico la prima fabbrica di grafene in Umbria che punta sul «materiale del futuro» da esportare sui mercati internazionali per rilanciare il tessuto economico e produttivo di un territorio fin troppo sofferente. L’azienda nasce da una compagine imprenditoriale guidata da “The graphene company” insieme a numerose imprese locali anche grazie al coinvolgimento dell’ateneo di Perugia e di altre università di Marche e Abruzzo. Per ora impiega tra 15 e 20 persone, anche se la produzione è totalmente automatizzata, ma coinvolge nella sua attività moltissimi operatori dei materiali, per un totale di oltre 50 imprese. Come racconta il fondatore, il territorio in cui si sono insediati, «è difficilissimo ed è in parte un atto di follia, ma abbiamo deciso di fare qualcosa per il nostro territorio, che va aiutato».
Cos’è il “greengraph” Qui a Fossato di Vico il metodo di estrazione del grafene è unico nel suo genere, lavorando per esfoliazione ultrarapida della grafite, cioè, «si spacchetta la molecola – spiega Roberto Leonardi, fondatore di “The graphene company” – per arrivare quindi alle strutture atomiche della grafite». Lo scopo di questo sistema di produzione non è solo la produzione del grafene, ma anche la sua “cattura”, si tratta infatti di un «materiale infinitamente piccolo – continua Leonardi – se il Covid equivale a un miliardesimo di metro, cioè a 50 nano, il grafene equivale a un nano, cioè un cinquantesimo del Covid». Sarà, dunque, fondamentale riuscire a catturare le sue molecole per infilarle dentro dei fusti e poi commerciare il materiale, inviandolo nei mercati internazionali. L’impianto impiegato a Fossato di Vico si definisce a ciclo chiuso, poiché non usa aria esterna, ed è definito greengraph, dal momento che non vi sono contaminanti e prodotti inquinanti.
Il «materiale delle meraviglie» Il grafene, scoperto formalmente nel 2004, è un materiale dalle vastissime funzionalità: rappresenta uno dei conduttori più efficienti, ben più del rame o del silicio, ed è anche un materiale estremamente resistente, 200 volte più duro dell’acciaio. Se unito ad altri materiali, poi, ne modifica la struttura fisico-chimica e tutte le sue caratteristiche lo rendono impiegabile in vari settori industriali, come quello automobilistico, delle costruzioni e dei materiali avanzati. La nuova realtà nata a Fossato di Vico rappresenta un’eccellenza nel suo genere proprio per il modo in cui estrae la grafite, trasformandola da prodotto di nicchia, con costi elevati, in un prodotto disponibile in grandi quantità a prezzi accessibili. Il grafene rappresenta, inoltre, il candidato principale per sostituire il litio nella produzione delle batterie di auto elettriche. Il litio è un materiale estremamente inquinante, dal momento che necessita del coinvolgimento di tonnellate d’acqua, oltre a essere piuttosto dispendioso. Il suo approvvigionamento, tra l’altro, comporta una serie di problemi geopolitici, dal momento che, al contrario della grafite, non è reperibile ovunque. Il grafene è quindi uno dei prodotti che, soprattutto in questa fase storica, possono rappresentare un punto di riferimento per sostituire quelle materie difficilmente reperibili.
