Secondo la Coldiretti in Umbria l'estate ha fatto danni per 70 milioni di euro

È di circa 70 milioni di euro, secondo Coldiretti, il conto dei danni all’agricoltura umbra di un’estate che l’associazione definisce «pazza», segnata «dalla peggiore siccità da quasi dieci anni». Secondo Coldiretti la cifra è frutto delle previsioni che parlano di un calo produttivo rilevante, tra il 30% e il 40%, per mais, girasole, uva e foraggio. Più contenuto il segno meno (20%) per quanto riguarda il tabacco mentre la raccolta delle olive rischia di essere dimezzata. «Il persistente caldo e la prolungata siccità legata all’arrivo di ripetute ondate di calore – spiega Coldiretti – hanno causato ripercussioni negative importanti anche sugli allevamenti zootecnici, dove lo stress nel bestiame per l’eccessivo caldo, ha provocato una riduzione della produzione di latte».

Acqua con le autobotti Il grande caldo ha provocato problemi pesanti anche per l’approvvigionamento di acqua: «In particolare in alcune zone marginali di collina, come nell’Alta Valle del Tevere e nell’eugubino-gualdese – sostiene Coldiretti -, gli allevatori sono dovuti ricorrere all’uso di autobotti per abbeverare il bestiame, con un conseguente incremento dei costi aziendali». E così l’associazione, in un prossimo incontro con il prefetto di Perugia Vincenzo Cardellicchio, chiederà il coinvolgimento diretto degli enti pubblici per garantire, in casi di emergenza, costi più bassi per l’approvvigionamento dell’acqua.

Tre miliardi di danni A livello nazionale, con un conto complessivo pari a quasi tre miliardi, le regioni più colpite – sottolinea la Coldiretti – sono state il Veneto e l’Emilia Romagna che contano perdite stimate in un miliardo ciascuna con danni gravi che si sono verificati in Toscana, (260 milioni), Lombardia (200 milioni), Puglia (180 milioni) e Marche (60 milioni), ma le coltivazioni hanno sofferto un po’ in tutte le Regioni. «Tagliati drasticamente – secondo l’associazione – i raccolti di mais, pomodoro, barbabietola, girasole mentre la grandine ha provocato danni irreversibili a coltivazioni sensibili come tabacco, frutta e soprattutto l’uva in attesa di vendemmia».

La conta Più in dettaglio, stando ai numeri di Coldiretti, l’estate «pazza» ha mandato in rovina «il 50% del pomodoro in Puglia, ha bruciato il 30% dei raccolti nazionali di mais e fino al 40% di quelli di soia, ma forti riduzioni sono previste per la barbabietola da zucchero e per il girasole (-20%)». Per affrontare in modo più strutturale la situazione secondo il numero uno di Coldiretti, Sergio Marini, «occorrono opere per la conservazione e distribuzione dell’acqua e il necessario potenziamento degli invasi per l’avvenuta modifica della distribuzione della pioggia». Proprio il capitolo siccità sarà, mercoledì a Roma, al centro dell’incontro tra il ministro all’Agricoltura Mario Catania e gli assessori regionali.