L'assessore Fernanda Cecchini (foto F.Troccoli)

di Iv. Por.

Saranno pagati nei prossimi giorni gli stipendi di settembre e ottobre dei dipendenti dell’Agenzia forestale regionale, rimasti fermi e creando proteste e malumori. Lo comunicano gli assessorati alle Riforme istituzionali e all’Agricoltura della Regione Umbria.

Salari saranno assicurati Secondo la Regione, il complesso dei lavori “ereditati” dalle comunità montane e quelli attivati ex-novo dall’Agenzia forestale regionale, «stanno assicurando ed assicureranno lavoro per tutti i 558 operai e i 36 impiegati forestali titolari di contratto privatistico, la cui copertura, come previsto dallo stesso Contratto collettivo nazionale, è assicurata dalla realizzazione dei progetti finanziati. Poiché nessun lavoratore è rimasto a casa nemmeno un giorno per mancanza di lavori da effettuare, è chiaro che il proprio salario è e sarà assicurato».

Fondi sbloccati il 29 A parere degli assessorati «l’indubbio disagio registrato in questi giorni fra i lavoratori dell’Agenzia forestale è dipeso esclusivamente dal ritardo con cui si stanno riscuotendo le liquidazioni necessarie a fare fronte al pagamento degli stipendi del mese di ottobre (riferiti al mese di ottobre per gli impiegati pubblici ed al mese di settembre per operai ed impiegati forestali). In particolare, tali importi, pronti per essere pagati da Agea il giorno 14 ottobre, sono rimasti fermi per due settimane a causa di attività di controllo cui è stata sottoposta la stessa Agea e si sono sbloccati il 29 ottobre. Le ulteriori verifiche effettuate in questi giorni consentono di assicurare la piena copertura degli stipendi, i quali saranno garantiti in gran parte dai lavori in corso di realizzazione con i fondi comunitari».

Anticipazioni e vincoli Inoltre, con la legge regionale n. 27/2013, è stata prevista la possibilità per la Giunta regionale di concedere all’Agenzia forestale regionale una o più anticipazioni, finalizzate proprio a compensare la discontinuità che caratterizza la riscossione dei fondi comunitari: a fronte di un’anticipazione fino al 50% dei contributi assegnati, occorre poi presentare giustificativi di spesa effettivamente sostenuta per l’intero importo di detto contributo per ottenere il restante 50%. «Si tratta – secondo gli assessorati – di un pacchetto di risorse, a garanzia dei lavoratori e della piena operatività dell’Agenzia, che consente di superare l’attuale momento di difficoltà dovuto principalmente ai vincoli imposti ai Comuni dal patto di stabilità. Vincoli che – sottolineano dagli assessorati – grazie alla delibera recentemente adottata della Giunta regionale (n.1188 del 28 ottobre scorso) sono stati di fatto allentati, e che mettono ora gli enti locali in condizione di far fronte ai pagamenti in conto capitale, per investimenti e lavori».

Cgil: «Non dividere i lavoratori» Intanto interviene Vanda Scarpelli della Fp-Cgil, per puntualizzare che, ad oggi, nessuno dei dipendenti ha preso un euro di stipendi e non c’è stato alcun aumento salariale per i dirigenti, contrariamente a quanto riportato da alcune notizie di stampa. «Tutti i lavoratori pubblici e privati, compresi i dirigenti, sono transitati all’agenzia con trattamento economico in possesso alla data del trasferimento ed attualmente è in corso una contrattazione decentrata che riguarda tutti i dipendenti, pubblici e privati, per quanto riguarda il salario accessorio. Una trattativa che ha l’obiettivo di armonizzazione i trattamenti nell’ambito della varie categorie contrattuali per dipendenti che provengono da cinque realtà diverse, valorizzando le professionalità e garantendo comunque il mantenimento del trattamento in essere. Una trattativa che ad oggi è appena avviata e che deve essere ripresa velocemente per definire compiutamente l’organizzazione del lavoro. I ritardi nei pagamenti degli stipendi riguardano l’intero organico dell’Agenzia, compresi i dipendenti pubblici ed i dirigenti. Per questi motivi rigettiamo il tentativo più o meno strumentale di creare divisioni tra i lavoratori dell’agenzia i quali sono differenziati solo per l’appartenenza a categorie contrattuali diverse e non certo dall’interesse supportare e consolidare questa istituzione umbra, la cui esistenza costituisce un pezzo fondamentale del riassetto endoregionale dell’Umbria e rappresenta il futuro lavorativo di ben 650 persone».