Per affittare un appartamento di 80 metri quadrati a Terni servono, secondo le stime, 448 euro al mese, una cifra pari al 27 per cento del reddito netto medio dichiarato dai contribuenti. A Perugia il canone stimato è invece di 400 euro mensili, corrispondenti al 22 per cento del reddito netto medio. È quanto emerge dai dati pubblicati da Quadrivo, che mette a confronto le quotazioni immobiliari dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate con i redditi dichiarati. I valori sono stime basate sulle quotazioni immobiliari e non rappresentano necessariamente gli affitti effettivamente pagati dagli inquilini.

I capoluoghi Nel capoluogo ternano il canone centrale utilizzato nell’elaborazione è di 5,6 euro al metro quadrato al mese. Per un’abitazione di 80 metri quadrati, quindi, la spesa stimata raggiunge 448 euro mensili, a fronte di un reddito netto medio considerato di 20.239 euro annui per contribuente. A Perugia, invece, il canone centrale è invece di 5 euro al metro quadrato, pari a 400 euro al mese per un appartamento della stessa superficie, pari a 4.800 euro l’anno. Ma nonostante reddito netto medio indicato sia di 21.754 euro annui, più alto rispetto a Terni, l’incidenza stimata dell’affitto si attesta al 22 per cento. Il dato va letto tenendo conto che il reddito considerato è quello netto medio individuale dichiarato dai contribuenti, e non il reddito complessivo di una famiglia con più lavoratori.

Provincia di Perugia La graduatoria per la Provincia di Perugia vede il capoluogo al primo posto per incidenza dell’affitto sul reddito netto medio. Al secondo posto si trovano invece Foligno e Corciano, entrambi con un’incidenza del 18 per cento, a fronte di canoni mensili rispettivamente di 304 e 320 euro. Seguono Spoleto e Assisi, con il 17 per cento e una spesa stimata di 272 euro nel primo caso e 280 nel secondo.

Più economiche Castiglione del Lago, Spello, Bastia Umbra e Città di Castello, dove l’incidenza è del 16 per cento, con affitti mensili considerati che oscillano tra 256 e 264 euro. A Magione la quota scende ancora al 15 per cento, mentre Marsciano, Gubbio, Deruta, Todi e Città della Pieve si attestano al 14. Tra gli altri centri, Passignano sul Trasimeno e Umbertide registrano un’incidenza del 13 per cento, così come a Bevagna, con un canone stimato di 200 euro mensili.

Nella parte bassa della graduatoria si trovano invece diversi comuni in cui il canone stimato è inferiore a 170 euro al mese. A Montone e Fossato di Vico la spesa è di 144 euro, pari al 9 per cento del reddito netto medio. La stessa percentuale si registra a Piegaro, con 144 euro mensili, e a Costacciaro, dove la stima scende a 128 euro. L’incidenza è del 10 per cento a San Giustino, Sigillo, Valtopina, Monte Santa Maria Tiberina, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Bettona, Massa Martana e Lisciano Niccone. In questi comuni il canone mensile per un’abitazione di 80 metri quadrati varia tra 152 e 168 euro. La differenza massima tra Perugia e i comuni con i valori più bassi raggiunge quindi 272 euro al mese, oltre la metà di un affitto nel capoluogo umbro.

Provincia di Terni Le quotazioni immobiliari del secondo semestre 2025 permettono di confrontare anche i canoni stimati nei comuni della provincia ternana. In testa alla classifica, c’è Orvieto, che registra un valore centrale di 4,8 euro al metro quadrato al mese, corrispondente a circa 384 euro mensili per un appartamento di 80 metri quadrati. Segue Terni, e poi San Gemini, dove la stima arriva a 392 euro al mese, mentre ad Amelia si attesta a 384 euro e a Narni a 368 euro. Tra gli altri comuni, il canone stimato per 80 metri quadrati è di circa 336 euro mensili a Calvi dell’Umbria, 312 euro a Guardea e 320 euro a Montecastrilli. Ad Acquasparta la stima è di 320 euro, mentre a Giove, Porano e Stroncone raggiunge 344 euro al mese. All’estremo più basso, c’è Polino, con una quotazione di 3,4 euro al metro quadrato: per un’abitazione di 80 metri quadrati, il canone stimato è di circa 272 euro mensili.

Il metodo Bisogna tuttavia tenere conto che si tratta di stime basate su medie e dati dichiarati e non basati su quanto effettivamente un inquilino paga per l’affitto mensile. Le quotazioni immobiliari utilizzate si riferiscono al secondo semestre 2025 e provengono dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, mentre i dati reddituali sono invece ricavati dalle dichiarazioni fiscali relative all’anno d’imposta 2024. Per stimare il costo dell’affitto di un appartamento di 80 metri quadrati, il canone mensile al metro quadrato viene moltiplicato per la superficie. L’incidenza sul reddito è calcolata rapportando il costo annuale della locazione al reddito netto medio dichiarato dal contribuente. I risultati, inoltre, non tengono conto delle caratteristiche del singolo immobile, delle condizioni del contratto, delle spese accessorie o della composizione del nucleo familiare.